Un personaggio di spicco della sinistra, una grande passione per la politica che ha caratterizzato tutto il suo cammino. E’ stato senatore per due mandati, dal 19 luglio 1983 fino al 22 aprile 1992. E’ stato anche vice presidente della Commissione Igiene e sanità e da assessore regionale ha contribuito alla realizzazione del sistema sanitario nazionale e regionale. Si può tranquillamente affermare che il territorio ha salutato ieri il profilo politico che ha lasciato una traccia più significativa sul nostro territorio. Stiamo parlando ovviamente del senatore del Pci Giovanni Ranalli, uomo di grande spessore umano e politico, uno che ha sempre caldeggiato il confronto come strumento primario, uno che ha dedicato la sua intera vita alla politica, alla sinistra, tanto che partecipava alle riunioni di partito, del Pd locale, nonostante la sua salute fosse, soprattutto negli ultimi anni, decisamente precaria. Eppure l’ultimo saluto a Ranalli ci ha lasciato un velo di tristezza in più per come qualcuno ha deciso di dirgli addio. Diciamo pure con grande superficialità, tanto che ieri alla camera ardente al Comune c’erano solo pochi intimi mentre qualche dirigente locale del Partito democratico preferiva assistere in modalità “mutismo selettivo” a conferenze stampa che si svolgevano in contemporanea. Altri invece optavano per una “capatina” ai funerali nel pomeriggio, tanto per dire “io c’ero”. Altri ancora, appena eletti alla segreteria regionale con tanto di festeggiamenti neanche avessero vinto la Champions League, non avevano neanche lo scrupolo di scrivere due righe per ricordare il vecchio compagno. E’ il mondo che cambia, ora la fanno da padrone i social. Lì tutti sono sul pezzo, tutti sono in prima linea. All’atto pratico però è solo fumo. Ranalli invece era proprio altra cosa.

 

Pierluigi Cascianelli

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