La denuncia dei gruisti e i manutentori della G.T.C: “La Cfft si sta dotando di gru e personale per lavorare in autonomia”

"I lavoratori della G.T.C., sperano nell’impegno e nel buon senso di tutti i protagonisti della vicenda nell’evitare che si possa dare il via ad un futuro poco piacevole, e rendono noto di essere disposti con tutti i mezzi e senza fare sconti a nessuno, a difendere il proprio posto di lavoro e a continuare ad onorare quel patto stretto insieme ad altri soggetti"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dei gruisti e i manutentori della G.T.C. srl

“Non c’è pace per i gruisti del porto di Civitavecchia. Quelle che fino a poco tempo erano “chiacchiere”, sembrano aver trovato conferma, e cioè che la soc. C.F.F.T., che si occupa della movimentazione di container principalmente di frutta, si stia dotando di gru e personale per lavorare in autonomia. La cosa che lascia veramente sorpresi è che C.F.F.T. è socia della soc. G.T.C., la società che attualmente opera nel settore della movimentazione merci, con proprie gru, al servizio delle imprese portuali che ne fanno richiesta. La questione, oltre ad essere particolarmente preoccupante, apre il sipario su uno scenario che lascia perplessi e preoccupati, per più motivi.
Intanto sembrerebbe cessare un sistema in piedi da decenni, un sistema basato su un sostanzioso equilibrio tra imprese, G.T.C. e Compagnia Portuale, che ha contribuito in parte a mantenere a galla il porto di Civitavecchia anche quando altri scali italiani versavano in profonda crisi, con pesanti ricadute negative sui livelli occupazionali.
Altro e non meno importante fatto, è che la soc. G.T.C., creata per ottemperare alle disposizioni di legge e fortemente voluta con l’attuale forma dalla Autorità Portuale, nasce proprio da un “patto” stretto tra imprese del porto, Autorità Portuale e lavoratori del ramo, e proprio questi ultimi, che dovettero digerire un difficile passaggio dalla Autorità portuale alla G.T.C., vedono “tradito” adesso quel patto (frutto di un accordo ufficiale), che almeno sulla carta vedeva garantita la propria stabilità e quella del porto intero.
Questo perché, per come era stata concepita, la G.T.C. vedeva al proprio interno le imprese art.16 dello scalo cittadino, diventando così una soc. al servizio della collettività.
I lavoratori hanno sempre rispettato quel patto e lavorato al massimo delle loro possibilità, pur tra mille difficoltà e attraversando periodi di buia crisi, augurandosi che tutti avrebbero fatto lo stesso.
Esistono obiettivamente responsabilità da parte delle imprese, anche della G.T.C. stessa, e della Autorità Portuale, ma ci saremmo aspettati che, come fatto tante volte in passato, ci si sarebbe potuti mettere seduti attorno ad un tavolo, esporre le criticità e con il controllo e l’aiuto della Autorità Portuale, trovare le soluzioni più idonee. Soluzioni volte a scongiurare una strada che vedrebbe trasformarsi il porto in qualcosa di molto diverso da quello per cui, nel corso degli anni, tanti hanno creduto e lottato.
I lavoratori della G.T.C., sperano nell’impegno e nel buon senso di tutti i protagonisti della vicenda nell’evitare che si possa dare il via ad un futuro poco piacevole, e rendono noto di essere disposti con tutti i mezzi e senza fare sconti a nessuno, a difendere il proprio posto di lavoro e a continuare ad onorare quel patto stretto insieme ad altri soggetti”.

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