Menditto: “Passi in avanti per l’Area di Controllo delle Emissioni del Mediterraneo”

Finalmente pochi giorni fa l’IMO ha annunciato uno studio, che verrà ultimato entro la primavera del 2019 e finanziato in parte da un contributo del governo italiano, per valutare i costi, i benefici e la fattibilità della attuazione di un’ECA nel Mediterraneo.

Riceviamo e pubblichiamo da Dario Menditto, Presidente del Consiglio Comunale.

“Il primo ad avanzare una proposta concreta a riguardo fu l’antesignano Comitato Nessun Dorma, con una petizione al Parlamento europeo per estendere anche ai mari europei del Mediterraneo l’obbligo di utilizzare combustibile con tenore di zolfo inferiore allo 0,10% già in vigore nelle ECA (Area di Controllo delle Emissioni) dei mari nordeuropei. Il 28 marzo 2017 al termine della conferenza “Reducing air pollution from ships in the Mediterranean Sea” alla quale partecipò anche il Comune di Civitavecchia rappresentato dall’Assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda, una coalizione di associazioni ambientaliste europee, rappresentata per l’Italia dalla Onlus Cittadini per l’Aria, adottò un documento finalizzato a designare nel Mar Mediterraneo una zona ECA. Immediato l’appoggio all’iniziativa del Sindaco Antonio Cozzolino che lanciò un appello al Presidente del Consiglio dei ministri affinché promuovesse l’istituzione dell’ECA presso l’IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) al quale si associarono anche altri sindaci delle città portuali e contestualmente il Consiglio Comunale approvò a larga maggioranza un ordine del giorno finalizzato alla medesima richiesta.
Finalmente pochi giorni fa l’IMO ha annunciato uno studio, che verrà ultimato entro la primavera del 2019 e finanziato in parte da un contributo del governo italiano, per valutare i costi, i benefici e la fattibilità della attuazione di un’ECA nel Mediterraneo. Ciò da una parte potrebbe rappresentare una buona notizia, ma dall’altra genera perplessità in quanto non si capisce la necessità di un ulteriore studio quando le condizioni consentirebbero di passare direttamente ai fatti. Ad ogni modo, qualunque sia lo spirito con cui è stato commissionato lo studio, è evidente quanto sia di fondamentale importanza calcare la mano proprio adesso e quindi l’attività di questa Amministrazione in tal senso sarà se possibile ancora più incalzante.
Come abbiamo avuto modo di ribadire nel recente incontro con il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, siamo fermamente convinti che l’Italia possa e debba avere il ruolo di Paese promotore per la riduzione delle emissioni navali nel Mediterraneo”.

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