Il pubblico che ha riempito in ogni ordine di fila il teatro Traiano, al termine della rappresentazione è rimasto in piedi ad applaudire per dieci lunghissimi minuti i protagonisti dell’opera di teatro canzone “Ma dove vai biondina in bicicletta”. Il lavoro ha narrato la tenera storia d’amore tra Anita e Cesare, due giovani liceali romani appartenenti a famiglie antifasciste, in un arco di tempo che va dal 1940 al 1944, riuscendo a coinvolgere emotivamente gli spettatori in un viaggio narrativo dove una piccola vicenda fatta di sentimenti universali galleggia come una barchetta di carta sulle onde immense della grande storia. Così vite private e grandi avvenimenti s’intersecano in una narrazione teatrale in cui s’alternano momenti di riflessione e momenti di comicità, con la scelta della leggerezza, tanto invocata da Calvino nelle sue Lezioni Americane, come registro prevalente. Nel lavoro scritto sulla carta da Gino Saladini e poi narrato magistralmente dallo stesso autore con quello stile colloquiale e a tratti quasi ipnotico con cui sa catturare l’attenzione di chi lo ascolta, è apparso evidente il proposito di insegnare la storia senza annoiare, anzi suscitando commozione, sdegno, partecipazione. La storia narrata si basa su fonti storiche accreditate, ed è ispirata alla vita di alcune staffette partigiane, cioè di quelle giovani donne (quasi tutte studentesse liceali) che, rischiando la propria vita, nei 271 giorni che vanno dall’8 settembre 1943 alla liberazione di Roma da parte delle truppe alleate, ebbero un ruolo fondamentale nella resistenza al nazifascismo. Per riportare indietro nel tempo il pubblico, una parte fondamentale dello spettacolo è stata quella dedicata alla musica. Venti splendide canzoni d’epoca, scelte con un lavoro di dettagliata ricerca e poi interpretate in maniera raffinata da Marco Manovelli, con la sua splendida e coinvolgente voce tenorile, a tratti potente e a tratti dolcissima, hanno suscitato emozioni profonde. I brani, tutti arrangiati magistralmente, sono stati seguiti da una band composta di musicisti di altissimo livello (Ermanno Pizzardi al pianoforte; Mauro Ferrari alle tastiere; Fabio Pizzardi al basso; Emanuele Tienforti alle percussioni). Guest Star è stato il sassofonista Marco Guidolotti, uno dei musicisti più importanti della scena musicale italiana, capace di arricchire ogni canzone con gusto jazzistico e straordinario virtuosismo. Straordinaria l’interpretazione di Cesare fatta dal giovane attore Alessandro Orfini che ha recitato, cantato, ballato il tip tap con grande capacità tecnica ma che, soprattutto, è stato capace di emozionare, come solo gli interpreti dotati di talento innato sono capaci di fare. Giulia Ingegneri, ragazza di bellezza straordinaria e magnetica, è stata la “biondina in bicicletta”, presenza simbolica in cui si sono incarnate tutte le staffette partigiane della resistenza romana. Coinvolgenti e sensuali le coreografie messe in scena da Francesca Lazzari della scuola “Alma de Tango” e dal maestro Maurizio Giananneschi. Fondamentale nell’allestimento e nella narrazione è stato il filmato d’epoca frutto del lavoro di ricerca e di produzione di Ettore Saladini, che ha accompagnato l’intera opera, facendo letteralmente vivere al pubblico il periodo storico narrato. Al termine della rappresentazione Gino Saladini e Marco Manovelli hanno dedicato l’opera all’avvocato Vincenzo Cacciaglia, appassionato e infaticabile in ogni occasione in cui ci sia da fare cultura nella nostra città. Una serata straordinaria per il tavolo della Solidarietà, la Fondazione Cariciv e il Comune di Civitavecchia.

Condividi