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Advisor, Tidei: “La gara pubblica non può essere aggirata”

Confronto-scontro a colpi di normative tra i consiglieri Pietro Tidei e Emanuele La Rosa sul bando di gara per l’Advisor. Per l’ex sindaco l’intervento dell’esponente della maggioranza altro non è stato che un attacco personale, per gettare fango e discredito e per mistificare i riferimenti normativi utilizzati per spiegare l’illegittimità del bando. Il gruppo consiliare del PD è comunque pronto a presentare una serie di esposti alla competente autorità per l’Anticorruzione, alla Procura Regionale della Corte dei Conti, ed alla Prefettura sezione Enti Locali.

Normative e riferimenti. “La Rosa cita la circostanza che il Bando di Gara segue la disciplina del Testo Unico Bancario e non quello del Codice dei Contratti da me argomentato. Oltre che essere totalmente evanescente nelle sue argomentazioni – spiegano Pietri Tidei e gli altri consiglieri comunali del PD Marco Piendibene, Rita Stella e Marco Di Gennaro – , prive di qualsiasi spessore normativo, si vada a leggere la Normativa dal Lei esibita, bene prima di “sparare a raffica “ citazioni fuori luogo. IL TUB non prevede alcuna forma di gara pubblica che possa esulare da quella fissata dalla normativa nazionale, anzi, poiché il Bando in questione, prevede che l’davisor prescelto possa essere anche un intermediario finanziario, allora si vada a leggere bene l’art.106- 107 – 108 del Dlgs 53 del 4/3/2013 e scoprirà con Sua sorpresa (spero) che i requisiti previsti dalla vigilanza della Banca d’Italia, sono tutti assolutamente non presenti nel Bando di Gara, anzi il Testo stesso, non riporta mai in nessun articolo la possibilità di una Amministrazione, dall’aggirare una procedura di gara pubblica, senza soggiacere al Codice Nazionale dei Contratti.

Danno erariale. “Ma poiché Lei riveste il ruolo di Consigliere Comunale, altresì dovrebbe conoscere bene il Testo Unico degli Enti Locali Dlgs 267/00 vademecum palpabile di trasparenza e legalità, per comprendere, che non si possono mai pubblicare gare se a monte non è stata fissata ed impegnata la spesa pubblica e se non è stato predisposto l’atto pubblico a contrarre (art. 11 Dlgs 163/06), tutto ciò che invece ha consumato questo improvvido Bando , esponendo il Comune ad un sicuro e futuro danno erariale”.

Esposti. “Quindi visto che La Sua Amministrazione ed il Dirigente che ha firmato, sono certi della giustezza del documento di gara, il gruppo del Partito Democratico, invierà formale esposto alla Autorità Anticorruzione e nello specifico nella persona del dott. Cantone, nonché alla Procura Regionale della Corte dei Conti ed alla Prefettura sezione Enti Locali, al fine di comprendere se un Testo Bancario che tratta tutt’altra materia, possa aggirare una procedura di evidenza pubblica per un affidamento di un incarico di importi economici ben consistenti, che appesantirebbero ancor di più le già povere casse comunali e che sicuramente a tutto serviranno meno che a risanare il bilancio dell’Ente. La verità è un’altra: avete voluto confezionare l’abito su misura per qualche amico, il nome lo metteremo in una busta e lo consegneremo alla Segretaria Comunale e alla fine vedremo chi avrà ragione”.

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