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Aia, Marta Grande attacca Pd e Tidei

Ancora uno scontro sull’Aia tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Il dibattito in Parlamento sulla mozione della deputata pentastellata Marta Grande legata al riesame dell’Aia è iniziato, il voto potrebbe concretizzarsi venerdì prossimo, ma le polemiche nel contesto locale non si placano, anzi. E’ la stessa Grande a rispondere a distanza di qualche giorno al Pd e alla collega democrat Marietta Tidei che aveva definito la mozione grillina priva di contenuti, sterile e caratterizzata da premesse inaccettabili. Ecco la risposta di Marta Grande:

“La democrazia è uno strumento complesso di cui ciascuno di noi, ad ogni livello, ha il diritto di avvalersi nei modi che ritiene più opportuni.
Personalmente sono convinta che la politica che ha distrutto e che continua imperterrita nella sua opera di demolizione di questo paese si nutre dello scontro e molti, fra quanti la rappresentano a tutti i livelli, vivono di un disperato antagonismo, per esistere hanno bisogno di un avversario, di un teatro ideale di scontro, di attacchi rabbiosi, difese d’ufficio, insulti gratuiti.
La maggior parte delle volte ciò accade per nascondere – malamente – l’alto tradimento perpetrato nei confronti dei cittadini, vittime indifese di scelte politiche dirette contro di loro e volte invece a tutelare quei poteri forti al punto tale di poter legare a doppio nodo la politica per sguinzagliarla, poi, a difesa dei propri interessi ogni qual volta il caso lo richieda.
Nel caso dell’AIA il morto, come si suol dire, è sulla bara e nessuno può più fingere che non sia così perché stavolta tutti, davvero tutti lo hanno visto chiaramente.
La mozione del M5S e quella di SEL (strutturata, quest’ultima, in modo completo e dettagliato) sono purtroppo le uniche che realmente vogliono riaprire l’AIA ed arrivare ad una reale ridiscussione del patto scellerato siglato con Enel dall’allora sindaco Pietro Tidei: negare l’evidenza oppure attaccarsi ad un mero errore di trascrizione (miliardi in luogo di milioni) non fa che evidenziare, se mai ce ne fosse bisogno, la totale  inconsistenza degli argomenti sostenuti da parte del PD ed il silenzio – piuttosto eloquente per la verità – di quasi tutti gli esponenti di maggior spicco del partito locale sottoscrive ciò che tutta la città aveva già notato da molto tempo, dal momento che il territorio ha bocciato il PD a tutti i livelli.
Il mio, anzi, il nostro interesse è identico a quello di tutto il resto della città ed è quello di salvare noi e i nostri figli dal mostro dell’inquinamento che qui, dove viviamo, uccide, ammala, impoverisce e mortifica il territorio ogni giorno di più.
I nostri impegni alla mozione, come è chiaro a tutti, avevano ed hanno un obiettivo molto semplice e concreto, cioè ridurre l’inquinamento e non rinviare la ridiscussione al giorno del mai così come la nostra apertura al PD non era e non è un invito fine a se stesso. Meramente provocatoria, invece, risulta essere l’invito/sfida dell’on. Tidei circa la possibilità di presentare un esposto alla procura, cosa praticamente inutile dal momento che sulla violazione di prescrizioni impartite in sede di Valutazione di Impatto Ambientale, non sono riscontrabili elementi palesi di reato.
In particolare, il comma 3 dell’art. 29 del Decreto Legislativo n. 152/2006, nel testo vigente dal 13 febbraio 2008 per effetto delle modifiche introdotte dall’art. 1, c. 3 del Decreto Legislativo n. 4/2008, dispone che:
“Qualora si accertino violazioni delle prescrizioni impartite o modifiche progettuali tali da incidere sugli esiti e sulle risultanze finali delle fasi di verifica di assoggettabilità e di valutazione, l’autorità competente, previa eventuale sospensione dei lavori, impone al proponente l’adeguamento dell’opera o intervento, stabilendone i termini e le modalità. Qualora il proponente non adempia a quanto imposto, l’autorità competente provvede d’ufficio a spese dell’inadempiente. Il recupero di tali spese e’ effettuato con le modalità e gli effetti previsti dal regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato”.
In tal senso, poi, sarà opportuno ricordare che lo scopo della mozione è quello di riaprire l’AIA, non ravvisare eventuali violazioni della VIA da parte di Enel.
Quello che ora interessa alla città, però, non sono le polemiche o i duelli stile far west, piuttosto bisogna esercitare il pragmatismo necessario per trovare, in parlamento, la più larga convergenza possibile e provare ad incassare un risultato che questa martoriata città ed i suoi figli meritano veramente di ottenere”.

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