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Attacco alla Bagnano, Civitavecchia in Movimento contro i “soliti ignoti” attivisti

“Non intendiamo entrare nel merito della questione, ma è ragionevole pensare che oltre alle motivazioni presentate dalla consigliera Bagnano, l’attuale rapporto con alcuni colleghi e pseudo Attivisti ha sicuramente radici nelle ferite aperte nella ormai famosa ed accesa riunione, svolta a porte chiuse nell’estate 2016 in una aula comunale, nella quale sono state lanciate pesanti accuse e insulti sessisti, dei quali nessuno ha mai pubblicamente preso le distanze condannando l’accaduto”. E’ quanto Civitavecchia in Movimento che interviene sul dibattito che si è aperto all’interno del M5S per la prolungata assenza ai consiglio comunali e la mancata attività istituzionale da parte di raffaella Bagnano. Il meetup contesta in particolare la presa di posizione e richiesta di dimissioni avanzata dagli attivisti “anonimi” e ricorda che queste questioni sono disciplinate da un regolamento nazionale che a Civitavecchia non è mai stato applicato.

Strumentalizzazione. “Il Meetup Civitavecchia in Movimento quindi stigmatizza il metodo utilizzato dai soliti ignoti, autori dello sgradevole attacco in palese violazione del regolamento M5S. Infatti quest’ultimo cita nell’Art. 2 che le sanzioni disciplinari e le questioni attinenti la vita politica del movimento, debbano essere formulati sulla base di una consultazione degli iscritti locali al blog nazionale. Riteniamo quindi che una richiesta di dimissioni, indirizzata ad un consigliere di maggioranza, soprattutto se motivata da questioni delicate come quelle morali ed etiche, debba essere trattata in conformità al regolamento/statuto nazionale del M5S, e non affidate a personaggi ignoti che strumentalizzano la figura degli attivisti del movimento per scopi poco comprensibili”.

Regolamento mai rispettato. “A Civitavecchia – prosegue il meetup – il suddetto regolamento non è mai stato applicato, neanche in occasione di importanti scelte politiche, vedi tra le tante la sfortunata gestione delle relazioni politiche con l’ex presidente della Autorità Portuale, che meritava una riflessione condivisa e allargata alla base in modo trasparente. Il rispetto del regolamento è non tanto un adempimento burocratico ma una garanzia di comportamenti limpidi e trasparenti che allontanano ogni forma di debolezza morale. Ci auspichiamo per il futuro che articoli di questo tipo, scaturiscano da una corretta applicazione dello stesso, evitando strumentalizzazioni e decisioni prese da pochi intimi che possono ledere l’immagine degli attivisti e del movimento”.