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Authority, intervista esclusiva al nuovo presidente Di Majo: “Mi attende una sfida stimolante”

Francesco Maria Di Majo è il nuovo presidente dell’Autorità Portuale di Sistema. Domani prenderà ufficialmente il testimone dall’ammiraglio Ilarione Dell’Anna. Inizia così la sua era, il nuovo numero uno di Molo Vespucci ci ha rilasciato una lunga intervista, nella quale parla di tutto. Dalle dinamiche dello sviluppo del porto, alla sua nomina, ma anche di politica, del sindaco Cozzolino e della Compagnia Portuale.

Finalmente è arrivata la nomina del Ministero, cosa prova dopo l’ufficialità dell’incarico? Come si sente da presidente di una delle Autorità di Sistema Portuale più importante d’Italia?

Credo che il Ministero abbia puntato al merito ed alle competenze di cui sono portatore come elementi  utili per dare una nuova missione al sistema portuale gestito dall’Autorità portuale che comprende oltre a Civitavecchia anche Fiumicino e Gaeta e che in prospettiva potrebbe  comprendere anche i porti di anche Pescara ed Ortona. Ovviamente ci sono nell’immediato altre priorità per i Porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, a cominciare dalla risoluzione di molti contenziosi giudiziari rispetto ai quali se l’Autorità dovesse risultare soccombente sussiste il forte rischio di un disavanzo finanziario. Spero che queste criticità non mi impediranno di seguire con attenzione i programmi di sviluppo dei tre porti, quelli in fase di realizzazione e quelli programmati. Per quanto riguarda i finanziamenti delle opere infrastrutturali portuali credo che sia importante cercare di sfruttare ciò che offre oggi l’Unione Europea e la BEI. Fino al momento della mia nomina ho partecipato come consulente, in qualità di esperto in materia di diritto dei trasporti dell’UE, in un gruppo di lavoro del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento delle Politica Economica (DIPE) della Presidenza del Consiglio, volto ad analizzare gli strumenti finanziari europei e nazionali a favore delle opere infrastrutturali portuali nonché una migliore pianificazione dell’allocazione finanziaria a favore di queste ultime opere. 

Il suo è un caso speciale. Il nome di Di Majo per la nomina a Molo Vespucci circolava da almeno un anno. Si tratta di uno dei pochi casi dove il curriculum di un candidato ha fatto davvero la differenza?

La  mia candidatura nasce all’interno di quel gruppo di lavoro del DIPE della Presidenza del Consiglio dei Ministri che esiste dal 2010 e di cui io ho fatto parte sin dall’inizio. Questo gruppo ha prodotto un importante studio sulla portualità, pubblicato del 2014, che è stato preceduto da un mio studio del 2012.  Lo studio del DIPE è stato considerato una sorta di anticipazione del piano strategico nazionale della portualità e della logistica del 2015. Il Ministro Del Rio ha evidentemente apprezzato il lavoro svolto. 

Lei vanta innumerevoli esperienze in diversi campi, negoziati internazionali, trasporti, settore commerciale, management ecc… C’è un’esperienza che secondo lei le sarà maggiormente utile nel difficile e stimolante percorso che sta per intraprendere in Authority?

Se vediamo a tutte le competenze e funzioni che la legge ’84 ha assegnato al Presidente di un Autorità di Sistema Portuale (peraltro estesi a seguito della recente riforma), credo che un Presidente non solo debba possedere le competenze prescritte per le legge (segnatamente nel settore dell’economia dei trasporti e nella portualità), ma anche conoscere come funziona la pubblica amministrazione (in cui io ho lavorato, prima della mia ultima esperienza di avvocato, per 11 anni, tra il MAE, il Ministero dell’Economia e il Ministero della Giustizia) e le istituzioni dell’UE (in cui ho lavorato per circa 2 anni, sia alla Commissione europea che alla Corte di giustizia di Lussemburgo). Ma non solo, credo che un Presidente di un Porto come quello di Civitavecchia che ha una vocazione fortemente internazionale soprattutto per via delle crociere (ma il medesimo discorso vale per Genova, Trieste, Venezia, Napoli etc.), debba avere avuto esperienze all’estero e conoscere le lingue, al fine di poter promuovere in maniera efficace i porti (che rappresenta) nelle fiere e in tutti contesti internazionali. Ebbene credo il mio profilo internazionale abbia anche condizionato la scelta operata dal Ministro Del Rio.

Darsena Ex Grandi Masse, elettrificazione delle banchine e sviluppo del GNL e cantiere Privilege, sono alcune delle partite aperte su cui pensa di mettere mano una volta impostato il lavoro?

Sono le urgenze ma non sono le sole. In ogni caso i dossier relativi a queste vicende saranno tra i primi ad essere valutati .  Tutte le vicende relative ai soggetti e alle Aziende che operano nel porto, i vettori commerciali, partner industriali, cosi come i rapporti   con le Amministrazioni comunali dei Comuni che fanno parte dell’Autorità saranno incardinati sulla base del dialogo e della trasparenza, avendo l’obiettivo comune di raggiungere un risultato che possa determinare un sano (in termini ambientali) sviluppo dei tre porti e possa crescere l’occupazione.

Sul nostro territorio intorno al suo nome circola qualche voce figlia del chiacchiericcio politico. Alcuni “big” farebbero sapere che sulla sua nomina ci sia stato il loro “zampino”. Smentisce influenze di questo tipo?

Sono qui solo in forza della scelta del ministro Del Rio e del Presidente Zingaretti, che mi hanno scelto per le mie competenze e le mie esperienze passate. Voglio creare le condizioni migliori per metterle al servizio della A.d.S.P.Ho fatto  tante esperienze ma non ho mai ricoperto in passato incarichi politici. Conosco poco o quasi nulla la politica locale e non intendo occuparmene. Con il Sindaco di Civitavecchia Cozzolino (come con gli altri Sindaci) istaurerò un dialogo franco e cordiale, spero di lavorare insieme per il futuro di questo territorio.

Quali sono secondo lei le possibilità di sviluppo di uno scalo come il nostro? Ci sono ancora grandi potenzialità, se si in quali ambiti?

Lo scalo di Civitavecchia è il primo porto crocieristico italiano e il secondo del Mediterraneo. Giovedì scorso sono ufficialmente cominciati i lavori per il nuovo terminal crocieristico, che renderà più agevole l’accoglienza dei passeggeri, una ricchezza dal quale il nostro porto non può prescindere.. Per il mio mandato la scommessa sarà però anche portare nuovi traffici merci (containerizzato o rinfuse) che sviluppi il porto commerciale.

Nell’universo portuale di Civitavecchia esistono realtà aziendali molto consolidate, vedi la Compagnia Portuale. E’ sua intenzione iniziare un dialogo proficuo con tutte le società che danno occupazione al territorio?

Certo. A partire dalla Compagnia portuale che costituisce una importante realtà nel porto che da occupazione a centinaia di persone. Incontrerò ovviamente a breve anche i rappresentanti di tale Compagnia come di tutte le aziende che operano nel porto e che danno occupazione.

Appena si insedierà troverà due grane, il caso Totalerg e un presunto “debito” con il Comune di Civitavecchia, dell’ammontare di 4 milioni di euro, a causa di un protocollo d’intesa sottoscritto dall’ex Commissario Pasqualino Monti e dal sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino nel 2014. Sbloccherà quei fondi o ridiscuterà da capo la convenzione con il Comune?

Ne parlerò in maniera approfondita con il Sindaco. Come mi insedierò farò una verifica approfondita sugli equilibri di bilancio e contabile (coinvolgendo eventualmente il MEF e il MIT). Con la massima trasparenza i risultati di essa saranno portati a conoscenza del Sindaco e della città. Credo che sia comunque giusto che il Comune di Civitavecchia (ma analogo discorso vale ovviamente per il Comune di Fiumicino e Gaeta rispetto ai porti di tali città), venga in futuro maggiormente coinvolto nelle strategie di crescita del porto e che si creino eventualmente, ove consentito, delle sinergie o iniziative comuni a favore di servizi pubblici di interesse generale (il cui esercizio tocca sia le aree all’interno del porto che quelle all’esterno di esso). E’ quindi mia intenzione nelle prossime settimane incontrare tutti i sindaci di tali Comuni (ivi compreso quello di Tarquinia, tenuto conto che una parte del porto di Civitavecchia insiste sul territorio di tale Comune), per discutere insieme le strategie di sviluppo dei porti; strategie che cercherò poi di trasferire all’interno del prossimo Piano Operativo Triennale.