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Azione istituzione unitaria e una grande mobilitazione contro l’ossidatore

Una grande mobilitazione popolare e un forte impegno istituzionale per scongiurare la realizzazione dell’ossidatore al centro chimico di Santa Lucia. Il Comitato “Cittadini uniti contro l’inceneritore” sta portando avanti una doppia azione dopo le ultime allarmanti notizie sull’avanzata fase di progettazione dell’impianto. I documenti che filtrano dal Ministero dalla Difesa infatti non sono confortanti e c’è quindi bisogno di stringere i tempi e sensibilizzare ulteriormente tutto il territorio. In questo senso oggi verrà inviata una lettera al ministro Roberta Pinotti per chiedere un incontro urgente per fare chiarezza sul progetto. Una richiesta firmata dai sindaci di Civitavecchia, Tolfa, Tarquinia, Allumiere, Santa Marinella e Monte Romano, dai consiglieri regionali De Paolis e Porrello, dai deputati Scotto, Grande, Zaratti e Tidei, e dalla senatrice De Petris.

Competenza regionale. L’azione istituzionale va avanti parallelamente anche in Regione con la richiesta di un tavolo di confronto con il ministro, avanzata dall’assessore all’ambiente. Alla Pisana, che ha nuovamente ribadito la propria contrarietà all’ossidatore, spetta infatti l’eventuale approvazione del progetto che deve passare anche in sede di VIA.

Mozione in Parlamento e consiglio aperto. Il Comitato inoltre sta preparando una mozione unitaria da presentare a tutti i sei comuni del territorio e ai vari gruppi parlamentari, per portate la vicenda all’attenzione della Camera e del Senato. “Ci appelliamo anche all’amministrazione – ha spiegato Ismaele De Crescenzo – affinché convochi nel più breve tempo possibile un consiglio comunale aperto anche con tutti i sindaci del comprensorio. Un consiglio che ci auguriamo prenda una decisione netta ed unitaria con una deliberazione contro l’ossidatore, con Civitavecchia che deve essere il Comune capofila”.

Mobilitazione popolare. All’impegno politico si affianca anche la mobilitazione popolare, che passa anche dalla collaborazione con tutte le realtà associative del territorio. Il Comitato ha lanciato anche una petizione online che in pochi giorni ha già superato le 1700 adesioni, ed ha organizzato una manifestazione di protesta per il prossimo 7 maggio che, se non ci saranno divieti da parte della Questura, si terrà davanti al centro chimico.

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