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Bomber, è passato già un mese da quella notte maledetta

Un mese senza Flavio Gagliardini. Tanto è passato da quella maledetta sera al Dlf, quando il cuore del “Bomber” ha smesso di battere. Si usa dire che il tempo guarisca le ferite. Ma non è così. Stavolta più che mai. Un mese fa (e nei giorni successivi) la città era sotto choc per quella tragedia inattesa, incredibile, inaccettabile. Ora, certo, la tragedia è stata metabolizzata, ma il tempo non ha cancellato proprio niente. Il trauma per la perdita di un figlio, di un marito, di un amico, di un compagno, di un gran bravo ragazzo, si è trasformata in malinconia. Tutti si sono dovuti rendere conto che Flavio non c’è più, ma tutti continueranno a portare quel dolore dentro di loro, custedendolo in un angolo del cuore, sapendo di aver perso un pezzo della loro vita. Piccolo o grande che fosse.
Già, il “Bomber”. Sembra impossibile non vederlo più correre su un campo di calcio. E sembra ancora più impossibile non vederlo in giro accanto alla sua Venere. Eppure Flavio c’è sempre, nei pensieri di tanti. Certo, gli interventi su Facebook sono diminuiti, ma non passa giorno che qualcuno non posti una foto di Flavio, con Flavio, del matrimonio di Flavio, di un’esultanza di Flavio. C’è ancora chi sta inseguendo un gol per dedicarglielo. Oppure c’è chi ci è già riuscito e ci tiene a far sapere che quella rete è per lui, per il “Bomber”. E poi cuoricini, faccine, messaggi…
Lui c’è, insomma. Nei pensieri, nei racconti, nei discorsi. “Pensa, se ci fosse stato Flavio…”. C’è la Csl che gioca per lui, con i giocatori che prima di scendere in campo si fanno forza urlando il suo nome nello spogliatoio “E’ per te bomber!!!”, e tanti amici e compagni che militano in altre squadre che spesso, anche durante i 90’ minuti, ripensano a lui, alle vittorie, alle sconfitte, alle corse sotto le tribune per festeggiare un gol. E poi ci sono quelle gigantografie. Al Dlf, con l’ultima maglia, quella rossa della Csl, e al Fattori, con la casacca nerazzurra. Due foto in cui Flavio sorride. Già, il sorriso di Flavio, il suo biglietto da visita. C’è sulle foto, c’è nei pensieri di tutti, ma manca per strada. Perché quando si incontrava il “Bomber”, il suo volto si illuminava e si apriva a quel sorriso. Sempre. Ecco, è quel sorriso che non c’è più. E che manca. Maledettamente.
Pierluigi Cascianelli

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