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Cartellone Traiano, Barbaranelli: “Sbagliato lasciare carta bianca ad un ente terzo”

“Una gestione del settore culturale, da parte di questa amministrazione, assolutamente poco convincente”. E’ questo il commento di Fabrizio Barbaranelli, ex sovrintendente del teatro cittadino per diversi anni, che spiega il suo punto di vista in merito alla gestione comunale del teatro Traiano e degli altri luoghi culturali presenti nella nostra città.

Politica e cultura. “Il teatro ha una sua vita. Fin dalle origini il teatro Traiano, come tutti gli altri teatri, ha avuto una gestione autonona, così come lo era la struttura. Non ha mai dipeso dall’assessorato, che subentrava solo per deliberare o fornire indicazioni strategiche inerenti alla cultura. Il teatro ha avuto e deve avere una sua organizzazione interna. Il comune vigila e controlla.” Il discorso di Barbaranelli ruota attorno all’importanza di avere un organico interno al teatro, essenziale per lavorare nel modo giusto e corretto, e alle funzioni che tali figure svolgono in questo campo. Il caso di Civitavecchia è un caso particolare in quanto si ha un teatro, da sempre molto importante per il ruolo culturale che ricopre a livello cittadino, che manca però di una direzione generale. La questione ovviamente da adito a diverse polemiche e problematiche poiché senza una struttura gerarchica interna al Traiano che si occupa di ogni singola parte riguardante la gestione di un teatro, dalla stesura di un cartellone artistico, alle funzione manageriali, il tutto finisce per ricadere nelle mani dell’amministrazione comunale senza alcun tipo di esperienza a riguardo. Che poi, poco conta quella che è la stesura del cartellone artistico che si avvale del supporto di una società esterna come è accaduto quest’anno, in quanto è solamente un aspetto della gestione del teatro. E’ tutto il resto che viene a mancare profondamente per Barbaranelli, aspetti importanti per la vita quotidiana di un teatro, dall’interagire con le compagnie teatrali, con le alte strutture artistiche, con le scuole, con gli attori, con i tecnici, con il pubblico e via dicendo. “E’ la prima volta che l’amministrazione non ha bisogno di una dirigenza. Sembrerebbe che l’obiettivo sia quello di tenere sotto controllo tutte le strutture culturali e ciò è paradossale per quelli che sono i principi del Movimento 5 Stelle. E’ antitetico. In questo modo chiunque voglia usufruire di questi spazi deve rivolgersi alla politica. Il teatro Traiano è un teatro che svolge diverse attività, aperto tutti i giorni per tutto l’anno e per questo deve essere accessibile a tutti, senza necessariamente dover passare per la burocrazia comunale. Tutto questo è imparziale ed inacettabile perché avendo il teatro una sua vita, non può essere legato alla politica. La gestione diretta di questi spazi deve essere affidata a chi ne ha le competenze e non al comune. Lo stsso discorso vale per la Cittadela della Musica, una struttura ancor di più abbandonata a se stessa, se non per essere utilizzata per sporadici eventi, ma senza alcun tipo di programmazione.”

Prospettive future. Viene da chiedersi dove porterà quindi questo nuovo tipo di amministrazione.Durante la conferenza per la presentazione della stagione teatrale 2015/2015, non ho sentito esprimere nessuna proposta concreta, solo intensioni. Non c’è nessuna strategia culturale, quando invece, soprattutto durante queste occasioni, si è sempre parlato dei progetti futuri – afferma Barbaranelli – C’è troppa staticità. Sembrerebbe che sia stata messa la retromarcia rispetto ai lavori passati.”

Il cartellone teatrale. Criticata anche la scelta di lasciare carta bianca per la stesura del cartellone della stagione tatrale 2015/2016 alle cure di un ente terzo, l’ATCL. Un ente che ha sempre collaborato con quelle che sono state le scelte artistiche passate, ma che non ha mai preso il posto di chi queste scelte le faceva. “Il teatro è stato ceduto all’ATCL – afferma Barbaranelli – il cartellone lo fa questo ente ma in questo modo cambiano i criteri che vi erano precedentemente, in quanto prima c’era potere contrattuale.” La scelta di cosa portare sul palco in passato veniva fatta da un direttore artistico in grado di poter operare delle scelte seguendo quelli che erano i bisogni e le esigenze della città e del vasto pubblico, investendo quindi una quantità di soldi ritenuta adatta su un attore o uno spettacolo in particolare e avvalendosi della facoltà di collaboratre con l’ATCL o un altro ente. La scelta quest’oggi è dettata dall’ATCL, che invece redige il cartellone in base a quelle che sono le sue priorità e dal tipo di investimento economico che, in questo caso il comune, che sceglie di fare. In questo meccanismo vien da se che non si tengono in considerazione quelle che sono le necessità città. Viene così a mancare una linea coerente, dando vita ad “un cartellone convenzionale e a ribasso, un assemblaggio di alcuni nomi. – afferma Barbaranelli –  non ci sono più quelli che erano gli appuntamenti capisaldi delle passate stagioni come “A teatro con mamma e papà” o “Teatro ridens”, e inoltre sono stati riproposti spettacoli o personaggi che già hanno calcato il palco del Traiano”

L’importanza della comunità. “La cultura deve essere comunità. Non c’è apertura alla cosa pubblica con questi presupposti. Sul nostro territorio abbiamo attori, musicisti, artisti, che meritano di essere valorizzati e bisogna valorizzarli. Alcuni nostri concittadini sono in giro per l’Europa con la loro arte e noi ce li facciamo scappare”. La comunità stessa e il senso di comunità secondo Barbaranelli sono caratteristiche importanti per lo sviluppo e la propaganda della cultura, che sia il singolo cittadino con attitudini artistiche particolari, o un gruppo di ragazzi volentierosi e con tante idee per la testa. “Se si guardano le programmazioni estive e non delle altre città, si capisce come la comunità possa diventare fonte di cultura” l’esempio più lampante, apportato anche da Barbaranelli, è Tolfa dove decine di giovani, tolfetani ma anche civitavecchiesi, insieme e gratuitamente costruiscono grandi eventi per la comunità stessa. Qualcosa che a Civitavecchia sicuramente manca. Non perché non ci siano le intenzione, ma semplicemente perché non vengono fornite le giuste opportunità.

Claudia Barbàra

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