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Cerveteri, nel weekend tornano le gardenie dell’AISM

Nel weekend torna il tradizionale appuntamento con la solidarietà e la ricerca in favore della sclerosi multipla. Torneranno infatti in Piazza Aldo Moro a Cerveteri le Gardenie dell’AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla. AISM e Amministrazione comunale di Cerveteri invitano la cittadinanza a visitare il banchetto informativo allestito dai volontari del Centro di Solidarietà Cerveteri.

Ricerca. “Acquistando queste bellissime piantine – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Cerveteri – si sosterrà non solo la raccolta fondi per finanziare la ricerca scientifica dell’AISM sulla sclerosi multipla, ma si offriranno importanti risorse per garantire i servizi di assistenza e supporto all’autonomia alle persone colpite da questa malattia. Invito i cittadini a sostenere questa iniziativa e colgo l’occasione per ringraziare sentitamente, a nome di tutta l’Amministrazione comunale tutti i volontari e le volontarie per la sensibilità dimostrata nei confronti di questa iniziativa”.

La malattia. La sclerosi multipla è una malattia cronica, imprevedibile e spesso invalidante. Una delle più gravi del sistema nervoso centrale. Colpisce maggiormente le donne, in un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini. Si manifesta per lo più con disturbi del movimento, della vista e dell’equilibrio. Oggi, grazie ai progressi compiuti dalla ricerca scientifica, ci sono terapie in grado di rallentare il decorso della sclerosi multipla e di migliorare la qualità di vita delle persone con sclerosi multipla, ma purtroppo la causa e la cura risolutiva non sono state ancora trovate.

Il fine della giornata. La raccolta fondi di quest’anno finanzierà in particolare la ricerca sui fattori di rischio e sul ruolo della “riserva cognitiva” nelle forme di Sclerosi Multipla pediatrica. In Italia ci sono fra i 4.000 e i 7.500 bambini e adolescenti con la sclerosi multipla. L’edizione 2016 della Gardenia di AISM è dedicata proprio a loro. Per questo è indispensabile continuare a sostenere la ricerca”.

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