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Civitavecchia Calcio-Snc, due fallimenti dal peso diverso

Ha fatto discutere non poco l’epilogo delle stagioni del Civitavecchia Calcio e della Snc, le due realtà sportive più in homepage sul contesto locale. Calcio e pallanuoto da sempre rappresentano le colonne portanti dell’interesse sportivo del territorio, naturale che il destino delle rispettive squadre stia a cuore a molti e che gli esiti suscitino curiosità e polemiche. L’associazione “I Veterani dello sport”, attenta e vigile sul contesto sportivo e non solo,  ha caricato a testa bassa, bocciando senza mezze misure entrambe le gestioni. Ci permettiamo di dissentire però soprattutto nel voler mettere insieme o comunque sullo stesso piano colpe e responsabilità. Che il Civitavecchia non ne azzecchi una da diverso tempo a questa parte è sotto gli occhi di tutti. Certo, le giustificazioni non mancano per l’attuale proprietà se si pensa alle zavorre economiche, sotto forma di debiti e vertenze con giocatori del passato che il club di via bandiera deve continuamente gestire non per colpa sua. Un fardello che non aiuta a fare programmazione e a lavorare con serenità, ma le scelte recenti hanno lasciato molto, ma molto perplessi tifosi e addetti ai lavori. Mandare via Massimo Castagnari per “accaparrarsi” Ottavio Insogna è un’operazione di mercato degna dell’accoppiata Canà-Borlotti in stile Longobarda, ammesso che si stia parlando soltanto di motivazioni tecniche. E perplessi lascia per ora anche la decisione di puntare su Alessandro Amici invece che sull’usato sicuro di Paolo Caputo. E’ tutt’altro che nostra intenzione agire da gufi perché il tifo per il Civitavecchia è fuori discussione, però certe direzioni di mercato non convincono proprio. Decisamente meno d’accordo con I Veterani  lo siamo quando si parla di “fallimento” nel commentare la stagione della Snc che, ha si bucato clamorosamente i play off per l’A1, ma che ha anche tagliato il traguardo per prima nella regular season per la seconda volta consecutiva. Si dirà, “vabbè ma è importante vincere quando conta davvero”. Giusto, ma in casa rossoceleste nessuno aveva parlato di obiettivo primo posto o promozione nella massima serie ad inizio torneo. I giovani poi sono stati valorizzati se si pensa che la sorpresa più bella dell’anno è stata quella di Leonardo Checchini, diciassette anni, talento e personalità  e che in organico ci sono anche Marco Muneroni e Andrea Quaglio. Certo, non parliamo dei nuovi Calcaterra o Del Lungo, ma lo sport è fatto di cicli e bisogna anche accontentarci di quello che passa al convento. Le critiche sul match con il Lavagna invece sono giuste, li la squadra di Pagliarini ha fallito l’appuntamento senza attenuanti perché Parisi e soci erano decisamente più deboli. L’auspicio è che l’operazione rottamazione o svecchiamento prosegua, visti i feedback di Checchini&co. Ripartire dalla serie A2 potrebbe essere per assurdo la salvezza di una società che per disputare con dignità un campionato di categoria superiore avrebbe avuto bisogno di un pacco di soldi e di un futuro meno incerto sotto il profilo dell’impiantistica. Al di la di critiche, opinioni e simpatie, per il prossimo anno… Forza Vecchia e Evviva Snc!

Plinio il Giovane

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