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Consiglio comunale rovente, è bagarre sul referendum per il Forno Crematorio

Come era nelle previsioni il consiglio comunale di ieri pomeriggio è stato ad alta tensione. Motivo? Soprattutto la discussione sulla mozione presentata dal consigliere di minoranza Massimiliano Grasso, quella sul Forno Crematorio.

Momenti di tensione in aula Pucci. Un documento che è stato letto durante l’assise dall’esponente de “La Svolta”, ma presentato in consiglio abbondantemente modificato rispetto alla prima occasione, con la richiesta di impegno al sindaco Cozzolino di optare per un referendum o una consultazione popolare, in modo da far esprimere i cittadini su un argomento così dibattuto. Da qui la richiesta di rinvio della discussione da parte del capogruppo grillino Emanuele La Rosa, una scelta contestata da tutta l’opposizione e anche dal pubblico, accorso numeroso ieri in aula Pucci. Alla fine lo slittamento al prossimo consiglio della mozione è passato, ma con i soli voti della maggioranza, 13, mentre l’opposizione si è fermata ad 8, con il “supporto” del presidente del consiglio comunale Alessandra Riccetti che ha votato contro la decisione di rinviare il dibattito. Prima della bagarre sul Forno c’erano state scintille fra gli stessi protagonisti su un altro tema, la richiesta di accesso agli atti di Hcs, con Grasso che ha definito Cozzolino un “dittatore”, mentre diverse accuse sono piovute sulla testa anche del segretario generale Caterina Cordella, rea secondo la minoranza di non essere un riferimento super partes del consiglio. Infine è stato approvato anche il piano d’emergenza della Protezione Civile di cui ha parlato in aula Valentino Arillo, un progetto apprezzato in maniera unanime da tutta l’assise cittadina.