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Cozzolino: “Abbiamo ridato un futuro all’università”

“Grazie alla collaborazione e comprensione di tutte le parti in causa, in particolare Fondazione Cariciv e Università della Tuscia, abbiamo riattivato il Consorzio, pianificato un rientro dei debiti e progettato un futuro sempre più luminoso sull’università, alla quale daremo anche 6 unità di personale proprio per rendere sempre migliore il funzionamento”. Lo afferma il sindaco Antonio Cozzolino che interviene sulle prospettive del consorzio universitario, all’indomani della conferenza stampa tenuta dell’assessore Gioia Perrone e dal consigliere Fulvio Floccari. Il primo cittadino si sofferma in particolare sulla mancata erogazione al consorzio del contributo Enel, per criticare le passate amministrazioni.

Mancato utilizzo del contributo Enel. “In consiglio comunale le opposizioni replicano a qualunque proposta dicendo sempre la stessa litania ‘prendete i fondi Enel?’. I nostri predecessori – afferma Cozzolino – però dimenticano troppo facilmente che non sono riusciti nemmeno a spendere degnamente quelli previsti da contratto e che erano vincolati ad un preciso utilizzo. Stiamo parlando dell’Università, del futuro dei nostri figli, delle competenze professionali di coloro che oggi sono giovani civitavecchiesi e domani dovranno essere la nostra nuova classe dirigente. Enel infatti ogni anno versa 500mila euro al Comune per questo scopo e negli anni ha sempre rispettato questo impegno: solo che i “competenti” non avevano girato questi soldi a chi di dovere ed il risultato era una attività universitaria che stava appassendo e andando progressivamente verso la chiusura.

Con i “competenti” nessun futuro per l’università. “Quando questi venditori di fumo si presentano come grandi maestri della politica, non si possono ignorare queste cose: se loro fossero rimasti al governo della città, probabilmente a breve non avremmo più avuto un’Università. Ma avremmo continuato ad avere i 500mila euro dall’Enel. Chi ha disatteso questi impegni comodamente finanziati da un terzo, anche a costo di lasciar morire l’Università ed il futuro professionale dei vostri figli, dovrebbe semplicemente vergognarsi”.

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