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Cozzolino scrive alla città: “Faremo il possibile per evitare il dissesto”

“Faremo il possibile per evitare il default”. Il sindaco Antonio Cozzolino manda un messaggio alla città, a pochi giorni da alcune date cruciali per il futuro di Palazzo del Pincio: in primis la scadenza per l’approvazione del bilancio previsionale, ma anche la presentazione del piano industriale su Hcs, da condividere con i sindacati.

Situazione a rischio. “Purtroppo la situazione che via via abbiamo verificato – debiti fuori bilancio occultati, entrate insufficienti per sostenere una spesa corrente gonfiata (vedi fondi ENEL), inserimento di crediti non esigibili – hanno mostrato che il re è nudo: il comune di Civitavecchia è, nei fatti, in dissesto, e non da ora. È importante che tutti i cittadini sappiano che qualora il Comune decidesse di approvare un provvedimento in tale senso, che, è bene ricordarlo, è provvedimento non revocabile della durata di cinque anni, si avrebbero effetti pesantissimi”.

Conseguenze. “Infatti il Comune che va in dissesto  non può  contrarre mutui né  impegnare per ciascun intervento somme complessivamente superiori a quelle previste nell’ultimo bilancio approvato, comunque nei limiti delle entrate accertate. Le aliquote delle imposte e le tasse locali, diverse dalla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARI), e le tariffe di base vengono innalzate nella misura massima consentita mentre la TARI, deve assicurare la copertura integrale dei costi di gestione del servizio. I servizi produttivi ed i canoni patrimoniali devono applicare le tariffe nella misura massima consentita, per  i  servizi a domanda individuale (ad esempio mense scolastiche, scuolabus, case di riposo etc), il costo di gestione deve essere coperto con proventi tariffari. Altrettanto pesanti i costi sociali: infatti il dissesto impone anche il  ridimensionamento della spesa per i costi del lavoro, l’obbligo di rideterminare  la dotazione organica, dichiarando eccedente il personale comunque in servizio e in sovrannumero rispetto ai rapporti medi dipendenti-popolazione (definiti in base ad uno specifico  decreto emanato dal Ministero dell’Interno), fermo restando l’obbligo di accertare le compatibilità di bilancio.e collocare in disponibilità i dipendenti dichiarati in eccedenza”.

Lavoro. A fronte di ciò, l’Amministrazione comunale, da quando si è insediata, sta tentando di evitare di assumere tale provvedimento e nel contempo di evitare, che lo stesso sia assunto dalla Corte dei Conti che ha dato sessanta giorni per sanare le ormai ben note criticità di bilancio individuate, prima di procedere in tal senso. Quanti tra forze politiche e sociali, criticano il provvedimento assunto di aumento dell’IRPEF e criticheranno quelli che in futuro saranno assunti tra cui, oltre alla razionalizzazione delle spese e ad una stringente azione di recupero dell’evasione a partire dalle grandi utenze, ulteriori aumenti, senza peraltro avanzare ipotesi alternative diverse dalle stesse che, oltre a costituire un vero e proprio illecito, tale situazione hanno determinato, come l’inserimento di entrate straordinarie nella spesa corrente, dovrebbero seriamente riflettere sulle proprie affermazioni”.

Opposizioni. “Certo ci sarebbe la tentazione di ascoltarli affinché la Corte dei Conti sia costretta a dichiarare il dissesto e che, come da norma,  coloro che ne sono i responsabili, che ricordiamo essere coloro che hanno amministrato e votato i bilanci negli anni 2011, 2012 e 2013, proceda con quanto previsto per gli stessi ovvero la dichiarazione di impossibilità a ricoprire, per un periodo di dieci anni, per  incarichi pubblici e di  essere candidati a tal fine. Ma riteniamo che neppure questa bonifica della classe politica che finora ha gestito la cosa pubblica a Civitavecchia riducendola in tale situazione, seppure cosa estremamente positiva, valga la pena di azzerare i servizi della città e di peggiorare in maniera cosi pesante la qualità della vita dei cittadini. Abbiamo voluto assumerci, con coraggio, l’onere di scelte impopolari con il solo fine di tentare di risollevare la città; non comprendiamo dove trovino il coraggio di parlare coloro che tale situazione hanno concorso a determinare”.

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