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Crematorio, Mencarelli: “La Giunta ha autorizzato l’avvio dei lavori senza la paesaggistica”

La direzione regionale territorio, urbanistica e mobilità della Regione Lazio ha aperto un’istruttoria in merito alla realizzazione del forno crematorio. A seguito dell’esposto presentato dall’associazione Civitavecchia c’è e dal comitato Punton de Rocchi, per le presunte violazioni delle norme edilizie e paesaggistiche, gli uffici regionali hanno chiesto chiarimenti a Palazzo del Pincio che deve anche fornire nei tempi previsti dalla legge tutta la documentazione sulla vicenda.

Irregolarità. Nella lettera inviata al Comune la Regione ha evidenziato che “dal progetto preliminare a quello definitivo-esecutivo c’è stata una modifica sostanziale comprendente tra l’altro un incremento volumetrico essenzialmente posto nell’entroterra, adibito ad attività produttiva, quindi quantificabile ai fini edificatori. Inoltre i lavori di costruzione dell’impianto sarebbero iniziati senza la preventiva autorizzazione paesaggistica”.

Ricorsi Procura e Tar. Soddisfazione per l’intervento della Regione Lazio è stata espressa dall’avvocato Barbieri e dall’architetto Mencarelli, che hanno curato tutti gli esposti e i ricorsi presentati contro il forno crematorio. “Il conforto dell’ufficio tecnico della Regione ci fa ben sperare sull’esito degli accertamenti della Procura – ha spiegato l’avvocato Barbieri. Entro febbraio il Tar dovrebbe inoltre fissare l’udienza per la nostra richiesta di sospensiva della delibera comunale sul forno crematorio, e siamo in dirittura d’arrivo anche per quanto riguarda l’esposto alla Procura per il sequestro del cantiere”.

Silenzio del Comune. Per l’architetto Mencarelli l’istruttoria è un primo segnale di luce dopo il lungo silenzio dell’amministrazione. “Il Comune che è il nostro interlocutore principale dopo quattro mesi non ha ancora risposto ai nostri quesiti, cosa che ha fatto invece la Regione. Gli uffici comunali per legge e per il codice interno di Palazzo del Pincio dovevano dare quelle risposte che i cittadini hanno chiesto, e questa situazione evidenzia lo scollamento tra l’amministrazione e la città”.

Autorizzazione paesaggistica. Mencarelli ha ricordato inoltre la doppia azione dei comitati e delle associazioni, che ha lavorato su due binari. Da una parte si è messa in discussione, per presunte illegittimità, la gara di aggiudicazione dell’appalto, mentre il secondo aspetto ha riguardato le presunte violazioni edilizie e urbanistiche. “Inoltre – ha aggiunto l’architetto – è importante sottolineare che la giunta Cozzolino ha autorizzato l’avvio dei lavori senza la necessaria autorizzazione paesaggistica visto che l’area è soggetta a vincolo archeologico”.