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Dal consiglio comunale aperto un coro di no al forno crematorio

La città non vuole una nuova servitù. Il consiglio comunale aperto di ieri pomeriggio ha dato un’indicazione precisa all’amministrazione. Dalle associazioni, dai comitati e dalla voce dei semplici cittadini è arrivato un secco no alla realizzazione del forno crematorio. Un impianto che va ad aggiungersi ad una situazione ambientale già gravemente compromessa, che i residenti vedono come una nuova minaccia. Le rassicurazioni fornite dai rappresentanti della Altair, la società che sta realizzando il tempio crematorio al cimitero nuovo, non hanno convinto la folta platea dell’aula Pucci.

consiglio comunale forno crematorio pierotti

Impianto all’avanguardia. La Altair, che ha investito due milioni e mezzo di euro ed avrà in concessione l’impianto per 27 anni, ha illustrato le caratteristiche del forno che sarà costruito con le migliori tecnologie e con materiali a basso impatto ambientale per limitare la presenza di inquinanti. Non ci saranno odori ne fumi, e le emissioni saranno limitate ai già stringenti parametri di legge.

carugno forno crematorio

Iter e penale. Una presentazione che come detto non ha convinto i residenti di via Braccianese Claudia e i consiglieri di minoranza che hanno spostato la discussione sul piano politico e sulla possibilità o meno che l’iter potesse o meno essere bloccato. La presenza in aula del dirigente dell’ufficio lavori pubblici Carugno non ha chiarito definitivamente la vicenda. “L’iter poteva essere fermato nel 2013 prima dell’indizione della gara” ha spiegato l’ingegnere tra gli applausi della maggioranza, che non ha invece risposto ad una nuova sollecitazione da parte del consigliere Grasso, che ha chiesto di quantificare la penale da pagare nel caso il comune avesse voluto bloccare il progetto successivamente.

Massimiliano Grasso

Bagarre e sospensione. Il consiglio si accende e tra urla, protesta ed accuse, tra cui un duro scambio verbale tra il presidente della Compagnia Portuale Luciani e l’assessore all’ambiente Manuedda, è necessaria una sospensione dei lavori.

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Le preoccupazioni dei cittadini. Dopo lo stop riprendono gli interventi con i cittadini “traditi” dall’amministrazione che chiedono al sindaco Cozzolino di bloccare la realizzazione dell’impianto, che rappresenta una nuova servitù ambientale. Roberto Melchiorri di Civitavecchia C’è accusa i grillini di essere andati avanti nel progetto nonostante le tante segnalazioni dell’associazione che più volte aveva messo in guardia il Comune sulle potenzialità dell’impianto e i nuovi rischi per i cittadini.

melchiorri

Bloccare l’impianto. Tanti anche gli interventi politici, tutti di critica verso la giunta Cozzolino. L’esponente di Forza Italia Mari sottolinea il no politico e tecnico al forno crematorio, ed incalza il sindaco sul mancato passaggio in consiglio comunale. Per il capogruppo de La Svolta Grasso, che torna sull’intervento del dirigente Carugno, c’è ancora la possibilità di bloccare il progetto anche se la penale da pagare sarà ogni giorno sempre più consistente. Guerrini è dello stesso avviso e consiglia il primo cittadino a chiamare i propri avvocati per valutare questa possibilità nell’interesse dei cittadini. I consiglieri Piendibene e D’Angelo esprimono invece la loro approvazione per il servizio fornito dal forno crematorio ma chiedono all’amministrazione di mettere dei paletti per l’utilizzo dell’impianto per regolamentare e limitare l’inquinamento. Dal capogruppo del M5S invece arriva un attacco nei confronti della giunta precedente: “Chi ha proposto il progetto ci chiede ora di fermarlo. Questo consiglio – ha spiegato La Rosa – non serve a fermare il forno, che doveva essere fermato 4 anni fa”.

piendibeneemanuele la rosa