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Dal riconoscimento di porto Core una spinta alla Ferrovia dei Due Mari

Il riconoscimento Core del Porto di Civitavecchia da parte della Unione europea è un fatto importantissimo, perché da questo atto deriveranno azioni concrete per Civitavecchia e per lo sviluppo della Tuscia e del Centro Italia .

Abbiamo da sempre auspicato questo riconoscimento perché favorisce il raggiungimento delle grandi linee europee ferroviarie Ten T1.

Riteniamo, peraltro, che nessuno possa disconoscere che la transizione ecologica, necessaria per il futuro dell’umanità intera, passi esclusivamente attraverso “il ritorno al futuro del trasporto su ferro”, molto meno inquinante del trasporto stradale.

Si rende, allora, indispensabile la riapertura della ferrovia Civitavecchia Orte, ultimo tratto della Ferrovia dei Due Mari, soprattutto per il trasporto merci, così come riconosciuto dai massimi responsabili della Regione Lazio e da tutte le espressione politiche,  oltre cha da tanti studiosi del territorio . Vogliamo ricordare che il progetto finanziato dalla Unione europea, dalla Regione Lazio, dall’Autorità portuale di Civitavecchia e dall’Interporto Centro Italia di Orte, fatto dalla Italferr  e per il quale è stata anche fatta la conferenza dei servizi, sia immediatamente cantierabile.

Naturalmente ci auguriamo che anche la trasversale stradale di cui si parla da più di mezzo secolo, sia finalmente completata a servizio dello sviluppo del territorio.

Il riconoscimento Core del Porto rilancia inoltre il progetto dei corridoi del mare, dei quali si discute  da tempo, ed in particolare potrà finalmente essere realizzato il corridoio che partendo dalla città di Barcellona via Mare potrà raggiungere la città di Civitavecchia,  per ferrovia da Civitavecchia raggiungere Orte, poi Terni, Falconara e Ancona e quindi via Mare approdare in Croazia.

Il riconoscimento CORE è un passo concreto, positivo che apre nuove, grandi prospettive per lo sviluppo e il riequilibrio del territorio della Tuscia, del Centro Italia, importante per l’Italia intera.

                                                                                                                      Raimondo Chiricozzi, Comitato Ferrovia dei Due Mari