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De Paolis: “L’area del cantiere Privilege deve essere restituita alla città”

“I presupposti per una fine drammatica della questione Privilege erano chiari ormai da molto tempo. Ora è il momento per assumersi ognuno le proprie responsabilità”.

Lo afferma il capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà alla Regione Lazio Gino De Paolis che ripercorre le azioni messe in campo per cercare di fare chiarezza sulla vicenda. Azioni che lo stesso De Paolis definisce insufficienti e che hanno portato nel luglio 2014 ad una interrogazione all’assessore allo sviluppo economico Fabiani, che nella sua risposto ha escluso coinvolgimenti e responsabilità da parte della Regione Lazio sul cantiere dei megayacth.

Accertamento delle responsabilità. “Accanto a questo atto – aggiunge Gino De Paolis – vi sono stati da parte mia, doverosamente tanti incontri con l’assessora regionale al Lavoro e con i lavoratori di ogni settore coinvolto, che oggi pagano il prezzo più alto di una situazione che ha dell’incredibile e su cui la Magistratura e la Procura saranno chiamate ad indagare per individuare eventuali responsabilità.

Futuro lavoratori. “Come Politica però oggi occorre uscire dall’angolo in modo dirompente, in primo luogo facendo luce sul numero di lavoratori che hanno perso il lavoro per correre ai ripari e trovare una soluzione per quelle famiglie. In questo l’Autorità portuale dovrà fare la sua parte, lavorando di concerto a tutte le Istituzioni coinvolte, i sindacati e le parti interessate, affinché da una criticità come questa si possano porre le basi, questa volta in totale trasparenza, per realizzare qualcosa di davvero positivo per lo sviluppo del territorio.

Restituire l’area alla città. “L’area oggi occupata dal cantiere Privilege infatti è una risorsa importantissima per Civitavecchia, sottratta per anni al bene della città, per un progetto di cui abbiamo visto tutte le ombre esistenti. Occorre restituirla alla città, e quindi a progetti ed idee che siano anche simbolo di un cambio di direzione netto. In questo senso avanzo uno spunto di riflessione, che fa leva sulle clausole rescissorie presenti nel contratto con Privilege e che intende pensare a quell’area così importante dentro il porto come punto di partenza per la realizzazione della zona franca, solo per fare un esempio. E’ chiaro che ogni altra idea compatibile con il luogo e ascrivibile alla trasparenza, alla legalità e quindi al bene comune, meriterà di essere presa in considerazione, approfondita e concertata”.

Solidarietà. “Ai lavoratori rivolgo la mia solidarietà non formale, dimostrata anche in tempi non sospetti, pur riconoscendo che oggi possa apparire inutile anche ai miei occhi. A mio avviso la risposta più efficace è quella di reagire ad un fatto annoso, percepito da tutti come una ingiustizia, anche frustrante, fatta ad un intero territorio”.

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