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Dehors, Confcommercio al Comune: “Città in ginocchio, e il settore è fermo al palo”

“Continuano a passare giorni, settimane, ma dall’Amministrazione ancora nessun cenno di riscontro alla bozza di Regolamento sui dehors che Confcommercio gli ha inviato”. Lo dichiara il commissario dell’associazione dei commercianti che torna a criticare l’amministrazione sulla vicenda dehors.

Inerzia amministrazione. “Due settimane fa, un’eternità considerando i 2 anni già persi, chiedevamo di costituire urgentemente una commissione mista per portare in approvazione un documento largamente condiviso. Ristoratori e commercianti aspettano da troppo tempo che l’Amministrazione adotti una nuova disciplina sul settore delle occupazioni capace di garantire lavoro e linfa vitale ad un settore in piena crisi, ma evidentemente per chi ci governa le priorità sono altre”.

Misura colma. “Ma la misura è ormai colma – afferma Nunzi -, oggi apprendiamo che l’assessore si è dato il mese di giugno come obiettivo, e auspichiamo che questo termine venga rispettato, ma dovessero passare ancora altri mesi nell’inerzia di chi ci governa, siamo pronti a sostenere azioni di protesta a difesa della categoria. La città è in ginocchio e non può permettersi che un settore vitale per la propria economia resti per tutto questo tempo al palo. Situazione questa, purtroppo comune anche al comparto dell’artigianato su cui presto dovremmo prendere iniziative che cerchino di riattivarlo”.

La replica dell’assessore. Immediata la replica dell’assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica Alessandro Ceccarelli. “Le dichiarazioni del presidente Nunzi al riguardo della gestione della tematica dehors sono state poco felici. Nel rassicurarlo della certa presa in carico, analisi e gestione, con i tempi della pubblica amministrazione, delle proposte di Confcommercio, lo invito ad assumere un atteggiamento più collaborativo e meno strumentale. Il dialogo da parte mia non è mai mancato e di certo non fa piacere parlarsi tramite giornali, invece che direttamente come fra persone che vogliono collaborare. Visti i fastidiosi comportamenti tenuti da Confcommercio, atti più a cercare la polemica politica che a risolvere i problemi, potremmo valutare l’ipotesi di escludere Confcommercio dal tavolo delle consultazioni. In tal caso chiameremmo in suo luogo direttamente i commercianti che vorranno dire la loro e ai quali prestiamo sempre la massima attenzione”.