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Demanio marittimo, De Paolis: “In Regione svolta che tiene insieme ambiente, legalità e economia”

“Una legge che ci consente di fare nel Lazio qualcosa di straordinario, rispetto anche al contesto conosciuto: almeno il 50% della spiaggia di ogni Comune del Lazio, infatti, dovrà essere fruibile al pubblico. Sarà quindi in capo ai Comuni scegliere la modalità più opportuna tra spiaggia libera o spiaggia libera attrezzata.” Così in una nota stampa congiunta Gino De Paolis e Marta Bonafoni, Capogruppo e Consigliera Sel alla Regione Lazio, al termine della votazione avvenuta alla Pisana sul testo di legge sull’uso del demanio marittimo.

Commenti. “Si tratta certamente della novità più importante- spiegano i Consiglieri- che porta con se una serie di altre considerazioni, altrettanto rilevanti per il nostro territorio: sono questioni di legalità da un lato, e di servizi al cittadino dall’altro. Con le spiagge libere e con quelle libere attrezzate infatti consentiamo di ripristinare un diritto di accesso al mare negato troppo spesso sulle nostre coste, garantendo di allargare la fruibilità anche alle persone per esempio disabili, che potranno contare su servizi garantiti e allo stesso tempo sull’accesso libero al mare”.

Divieti. “E’ bene precisare, inoltre, che in caso di mancato rispetto di tale quota, al Comune sarà negata la possibilità di rilasciare nuove concessioni demaniali marittime, poiché quello che vogliamo è garantire lungo l’arenile accessibilità per tutti i cittadini. In questo senso la norma prevede altresì che sulle spiagge libere con servizi sia vietato il preposizionamento di attrezzature balneari (ombrelloni e altre attrezzature balneari) e l’organizzazione dei servizi alla balneazione non puo’ in nessun caso precludere la libera fruizione dell’arenile”.

Conclusioni. “Siamo convinti di aver fatto un buon lavoro quindi, con un portato davvero significativo, tenendo insieme l’Economia legata al mare, il rispetto dell’ambiente e la legalità. Specie per quest’ultimo aspetto i cittadini del Lazio conoscono molto bene la deriva che una gestione delle spiagge non trasparente ha avuto in termini di infiltrazioni della criminalità organizzata sul litorale, pronta a sfruttare le enormi potenzialità di una risorsa pubblica. Abbiamo posto i paletti e le garanzie di trasparenza necessarie affinché il mare torni ai cittadini.”

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