fbpx

Diffamazione contro Monti, Tidei rinviato a giudizio ma l’ex sindaco rinnova le accuse

La decisione del sostituto procuratore Valentina Zavatto, che ha rinviato a giudizio l’ex sindaco Pietro Tidei, per le accuse rivolte al presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti, ha riacceso le polemiche sulla gestione dell’ente di Molo Vespucci. Durante la scorsa campagna elettorale, Tidei nel corso di una trasmissione televisiva autogestita aveva aspramente criticato l’operato di Monti, puntando il dito in particolare sulle assunzioni e sugli affidamenti diretti. Monti aveva subito presentato una querela per diffamazione a mezzo stampa, che dopo il rinvio a giudizio verrà discussa nell’udienza in programma il 18 gennaio del 2016.

Gestione poco trasparente. “Ho piena fiducia nella giustizia e proprio in sede di dibattimento porterò a conoscenza dei magistrati non le mie opinioni ma le relazioni del Mef, gli atti pubblicati sul sito dell’Autorita’ portuale e tanti altri documenti di cui sono in possesso che confermano pienamente quanto da me affermato nella trasmissione televisiva sotto inchiesta. E’ ora di squarciare il velo di omerta’ – ha dichiarato Pietro Tidei – che negli anni e’ diventato sempre piu’ spesso intorno alla gestione dell’Autorità’ portuale che continuo ad affermare essere clientelare e poco trasparente: basta leggere i nomi presenti nella relazione del Mef e nei documenti pubblicati dalla stessa Autorita’ portuale per capire che la parentopoli di Ama non e’ nulla rispetto a quella dell’Autorita’ portuale cosi’ come e’ evidente che le forniture e i lavori del porto vengono svolti spesso dagli stessi soggetti e che questi sono affidati nella stragrande maggioranza dei casi con affidamento diretto senza gara pubblica”.

Ricerca della verità. “Sara’ il magistrato a valutare se l’aggettivo clientelare non si addice a colui che ha distribuito in due anni 150 incarichi di collaborazione a parenti dei dipendenti dell’ente, a figli di coloro che avrebbero dovuto esercitare una funzione di controllo e a parenti di politici e sindacalisti che operano nel porto. Non mi lascio certo spaventare da una querela – conclude Tidei – che mi darà anzi l’occasione per dimostrare anche ai magistrati quanto affermato da tempo. In questa storia e’ necessario andare fino in fondo: finalmente la citta’ saprà'”.

L’intervento della segreteria del PD. All’ex sindaco e consigliere comunale del PD è arrivata la solidarietà della segreteria del partito. “Ricorrere alla querela non basterà per coprire i gravi fatti accaduti all’Authority e denunciati dal consigliere Pietro Tidei fin dal febbraio 2014 (assunzioni senza concorso ed incarichi con curriculum improbabili a parenti, figli di notabili giornalisti, ex magistrati). Si tratta in sostanza delle stesse circostanze contenute nei rilievi dell’Ispezione del Mef e contestate dall’ Ispettore Capo del Ministero delle Finanze al presidente dell’Authority, anche dopo le sue controdeduzioni. La Segreteria del PD si augura per questo che quanto prima entrambe le relazioni vengano acquisite agli atti del procedimento. La querela – aggiunge la segreteria del PD – tende invece a mischiare questi fatti – che quelli sono e quelli restano – con i toni usati da Tidei, particolarmente accesi in una campagna elettorale infuocata ed in pieno svolgimento. La Segreteria del PD di Civitavecchia esprime, dunque, solidarietà al Consigliere Tidei e al tempo stesso rinnova la sua fiducia nel lavoro della magistratura. In conclusione non si può fare a meno di notare come la notizia giunga in un momento in cui l’Autorità portuale è sotto rinnovo e nel pieno della campagna mediatica dai toni vittimistici e davvero poco credibili orchestrata dall’attuale Presidente”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *