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Festa della Repubblica, il discorso di Cozzolino a Piazzale degli Eroi

Ieri, 2 giugno festa della Repubblica Italiana, il sindaco Antonio Cozzolino è intervenuto con un lungo discorso a Piazzale degli Eroi. Ecco i passaggi più significativi.

Cozzolino. “Settantuno anni fa gli italiani scelsero tramite referendum istituzionale la forma di governo tenuta a rappresentarli e scelsero la repubblica. Era il periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale e da pochi anni era terminato nel Paese l’incubo del fascismo. Il popolo italiano aveva ben presente quali potevano essere i rischi di un accentramento dei poteri e tramite suffragio universale decise che la nuova forma di governo del paese sarebbe stata la Repubblica”.

Ma quale è la Repubblica che festeggiamo oggi?

“È la Repubblica degli anni di piombo e del terrorismo? Quella delle stragi ideologiche e delle bombe di stato? Quella degli attentati ai treni e nelle piazze? Degli areoplani esplosi in volo per cedimenti strutturali? Quella dei dissidenti uccisi dagli infiltrati nei cortei?
È la Repubblica delle scuole Diaz o delle caserme di Bolzaneto?
La Repubblica che non contempla il reato di tortura? Quella di gladio e della p2? Del piano di rinascita democratica? Delle leggi ad personam e dei governi nominati nelle segreterie di partito e che non rispondono al popolo ma alle troike?
No. Io non credo.
Noi oggi dobbiamo festeggiare un altra Repubblica. Noi oggi dobbiamo festeggiare la Repubblica dei servitori dello stato immolatisi per la lotta alla criminalità organizzata e alle strategie destabilizzatrici degli anni ’70. La Repubblica dei Falcone, dei Borsellino, dei La Torre, degli Ambrosoli, dei Libero Grassi, e di tanti altri che hanno dato la vita per il significato più alto di Repubblica.
E quindi dobbiamo portare la memoria del loro insegnamento e festeggiare la Repubblica della ritrovata partecipazione sociale. Del rispetto delle regole a garanzia di tutti e non di pochi (ovvero chi comanda e dei loro amici). La Repubblica del rispetto per i più deboli.
Del rispetto della cosa pubblica che NON è cosa di nessuno ma cosa di TUTTI!
Anche se spesso ce lo dimentichiamo, rinchiusi nelle nostre quattro piccole e strette mura convinti erroneamente che tutto quello che succeda fuori dalla nostra porta non ci riguardi.
Noi oggi festeggiamo la Repubblica di chi difende non solo se stesso e i propri interessi ma si impegna per un paese e una città più vivibile. La Repubblica di chi ha fatto del proprio lavoro la tutela della legalità ed i diritti della nostra comunità, elemento basilare del nostro paese.
In un giorno come questo tutti noi abbiamo il dovere di fare nostra la convinzione che l’impegno per la cosa pubblica è un dovere che precede e prelude alla pretesa di qualsiasi diritto.
Qualcuno ha detto che “La libertà non è uno spazio libero ma partecipazione.”

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