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Fondazione Cariciv, Angeloni scrive ai soci: “Serve un rinnovamento dell’ente”

“L’assemblea della Fondazione Cassa prevista per fine mese vi assegna la grave responsabilità del rinnovo delle cariche. Oggi quella che fu una fiorente e benemerita istituzione è divenuto un ente inutile che gestirà per tutto il 2017 appena 2 mila euro a favore della collettività”. Fabio Angeloni di Polo Democratico scrive una lettera direttamente indirizzata ai soci della Fondazione Cariciv, in ottica delle prossime elezioni per il rinnovo delle cariche. Angeloni auspica un cambiamento netto, soprattutto dopo tutte le vicissitudini incontrate dall’ente di via del Risorgimento negli ultimi due anni.

Lettera alla Fondazione. “Si preannuncia un balletto di nomine con l’ex presidente, attuale Direttore generale, pronto salire di nuovo sulla poltrona di Presidente per completare quasi un ventennio sempre al vertice. Eppure proprio qualche socio potrebbe far notare che verrebbero gabbati sia il Mef che l’Acri  che nel marzo 2015 hanno sottoscritto un protocollo di intesa con cui si impegnano a “favorire, in coerenza con l’art. 4, comma 1, lett. i) del decreto legislativo n. 153/1999, l’obiettivo di garantire il periodico ricambio degli organi delle Fondazioni al fine di mantenere un elevato grado di responsabilità nei confronti del territorio”.
Qualche altro socio potrebbe ricordare che sull’attuale gestione della Fondazione pesa anche la scelta che ha dimezzato il patrimonio dell’ente, una scelta dettata dalla ricerca di un tasso di interesse che doveva essere superiore al 6 per cento per sostenere le attività tra cui l’ormai famosa impresa di Mecenate TV che oggi è a rischio licenziamenti.
Così 25 milioni di euro dei civitavecchiesi sono stati portati in Svizzera e sono spariti nelle mani di un intermediario (iscritto all’albo da pochi mesi) di una società che nei registri di Londra risultava dormiente. Spero infine  che sia consapevolezza comune tra tutti voi soci che, oggi come oggi, la nostra Fondazione quel che guadagna lo spende tutto per mantenersi: il 70 per cento in  gettoni e parcelle e stipendi (170 mila euro  rimborsi agli organi statutari, 199 mila in consulenti e avvocati e collaboratori, 240 mila stipendi al personale, e 213 mila altri costi diretti). Del  resto il 15% va nell’asilo e il 15%  in tasse e ammortamenti. Credo che dovrete tenere in considerazione che la spesa prevista nel 2017  in gettoni di presenza è troppo alta perché rappresenta da sola il 20 per cento dei costi diretti e supera  il tetto dello 0,4 per cento del patrimonio amministrato stabilito sempre da Mef e Acri. A voi soci affido l’auspico  che per la nomina a nuovo Presidente, venga realizzato se non proprio un cambiamento generazionale almeno il principio dell’alternanza: le figure professionali pienamente all’altezza del compito non mancano, a cominciare proprio dai tre membri dell’attuale Consiglio di Amministrazione. “La banca d’Inghilterra è l’Inghilterra” recita un vecchio adagio. Bene, “La Fondazione Cassa di Civitavecchia è Civitavecchia” e questa città non merita certo di veder prevalere silenzi ed ipocrisie.
Di quelli grazie, ma non ne abbiamo proprio bisogno”.