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Hcs, Grasso: “E’ allarme rosso. Si rischia il collasso finanziario”

“Il Comune ed Hcs sono nuovamente in apnea finanziaria. Non che ne fossero mai usciti, ma è di oggi la notizia che la municipalizzata è riuscita a pagare gli stipendi ma non contributi e ritenute. I nodi purtroppo sono venuti al pettine, dopo il respiro preso dal Pincio solo con l’ampliamento del plafond ammissibile di anticipazioni di cassa e dopo le scadenze di dicembre, che hanno evidentemente fatto incassare molto meno del previsto dall’assessore Tuoro”. Lo dichiara il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso, che aggiunge:

Crac. “Il collasso finanziario è ormai prossimo e, continuando così con la politica dell’amministrazione, diventerà inevitabile. Avendo rinunciato nel 2014 ad ogni tipo di entrata straordinaria, era inevitabile che si arrivasse, come abbiamo già dichiarato in consiglio comunale per motivare il nostro voto contrario all’assestamento di bilancio, ad una situazione in cui le entrate reali dell’ente sono di gran lunga inferiori a quelle previste sulla carta. In Italia, ma a Civitavecchia in particolare, stiamo sperimentando sulla nostra pelle quello che teorizzò all’inizio degli anni 80 l’economista Arthur Laffer: oltre un certo livello, ulteriori aumenti della tassazione non producono gli aumenti di gettito previsti, semplicemente perché i cittadini non pagano più, perché non ce la fanno o perché si rifiutano. Il risultato è che non ci sono soldi in cassa.

Servizi non pagati. In questo caso, immaginiamo che ad Hcs non siano stati pagati i servizi svolti e che quindi il liquidatore, per riuscire almeno a pagare gli stipendi, sia tornato ad operare come accadeva in passato: non versando contributi, ritenute, tfr e quote sindacali, per circa 900.000 euro relativi al mese di dicembre”.

Situazione debitorio al limite. “E’ una situazione insostenibile – conclude Grasso – in attesa dei piani industriali annunciati in consiglio comunale dal sindaco per il mese di gennaio, appena trascorso invano, e di avviare il piano illustrato dall’assessore Savignani, che aveva destato non pochi dubbi già sulla carta. Insostenibile perché siamo tornati ai mancati versamenti di ritenute e contributi trattenuti dalle buste paga dei dipendenti, oltre alle quote di spettanza dell’azienda, con la configurazione di fattispecie sanzionabili anche penalmente. Insostenibile perché in sette mesi di “studio” si continuano a produrre perdite che appesantiscono ulteriormente la già gravosissima situazione debitoria delle municipalizzate, implicando nuovi futuri aumenti per il servizio di gestione dei rifiuti, in un circolo vizioso da cui così non si uscirà più. Per questo chiediamo al Sindaco immediate risposte su tempi e modalità di intervento per affrontare questa emergenza, che non è nuova perché finora in realtà era stata solo rimandata”.

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