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I Veterani dello sport: “C’era una volta la Snc”

Dopo il Civitavecchia anche la stagione della Snc finisce nel mirino della sezione locale dell’Unione Vetrani dello Sport. Anche nel caso della società rossoceleste, come in precedenza per quella nerazzurra, viene aspramente criticata la gestione da parte dell’attuale dirigenza. Gestione che secondo Giampiero Romiti ha portato all’ennesima eliminazione ai play off e al mancato rilancio del settore giovanile, con la dirigenza interessata più al futuro della piscina di largo Galli che ai risultati.

L’intervento integrale dei Veterani dello sport

Stagione stra-deludente. “SNC, un’alta stagione da dimenticare. Società Nuoto Canottaggio, questo il senso dell’acronimo che i padri fondatori della gloriosa società dell’allora Largo Caprera oggi Largo Marco Galli hanno inteso dare alle tre consonanti, il cui significato oggigiorno potrebbe essere, alla luce del flop del recente doppio confronto con il Lavagna, <Società Non Competitiva>. Insomma: la stagione rosso celeste si è conclusa in maniera stradeludente ma francamente, almeno questa è la nostra opinione, crediamo di poter affermare che nessuno, sottolineiamo nessuno, tra gli attuali dirigenti del sodalizio è finito in preda ad una tracimante disperazione. Ovvero: due sconfitte con i liguri, sicuramente alla vigilia non valutati in grado di intralciare il passo al sette di Marco Pagliarini, e fine della trasmissione come se nulla fosse accaduto. Si dirà: è la legge dello sport in base alla quale vanno rispettati i verdetti al termine di un confronto, ma il punto almeno per quel che concerne la SNC non è questo”.

Nessun responsabile. “Nessuno infatti imbraccia il fucile per far fuori i cattivissimi responsabili del rovescio agonistico, tutti al contrario dovrebbero invece porre l’accento sull’inconsistenza degli attuali dirigenti che da quando si trovano sul ponte di comando hanno progressivamente fatto scivolare il club rosso celeste nelle posizioni di modestissima retroguardia nell’hit parade nazionale. Tanto per essere chiari: da società capace di primeggiare con il meglio waterpolo italiano sia a livello assoluto che (soprattutto) giovanile, ci troviamo attualmente nella lista dell’indifferenza, ormai di fatto dimenticati dagli addetti ai lavori”.

Flop settore giovanile. “Per restare a quel che passa il convento in questo preciso momento storico, oltre alla “sbandata” della squadra di A2, basterà ricordare che sia gi Allievi che gli Juniores non hanno lasciato traccia si sé inanellando una impressionante serie di prestazioni negative a conferma della malinconica deriva in cui è precipitata la SNC. E questo è di sicuro l’aspetto negativo più rilevante perché significa che l’attuale management rossoceleste non solo poco interessa il presente del sodalizio che governano, ma soprattutto non è neppure sfiorato dalla preoccupazione che continuando di questo passo non riuscirà a garantire alla pallanuoto civitavecchiese alcun futuro”.

Impianto largo Galli. “Ma con l’aria che si respira all’interno della società, considerato che i vari D’Ottavio e Iacomelli non ci sembra si trovino adesso in terapia intensiva per tornare in forma dopo la tremenda mazzata dei play off, non si può pensare che proprio gli attuali “proprietari” del club rosso celeste siano impegnati solo ed esclusivamente a vedere realizzato il loro principale progetto. Che non è quello, come logica vorrebbe, di rilanciare il settore tecnico magari con un programma triennale, al massimo quinquennale, imperniato essenzialmente sulla ricostruzione di un settore giovanile ridotto attualmente a brandelli, ma di perseguire l’obiettivo di accaparrarsi l’intera struttura di Largo Marco Galli la quale, incastonata com’è in uno dei punti sicuramente più belli e suggestivi del lungomare, ha la potenzialità di diventare una fonte assai generosa di benessere economico per chi avrà l’opportunità di gestirla a tutto tondo senza interferenze esterne e interne. E per interne alludiamo ai soci che, se non andiamo errati, sono diventati una specie in estinzione per la gioia di coloro (nomi e cognomi fateli voi…..) che dinanzi al “dio-business” non esiterebbero neppure un istante a sacrificare il valore ed i valori dello sport. Chapeau: il mondo va avanti, c’era una volta la SNC. Quella vera naturalmente”.

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