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Il “Buongiorno” avvelenato di Gramellini a Cozzolino

La richiesta del sindaco Antonio Cozzolino di sospensione dei consiglieri di opposizione oltre alle inevitabili polemiche politiche ha portato Civitavecchia di nuovo protagonista delle cronache nazionali. Le più importanti testate giornalistiche, e siti internazionali come l’Huffington Post, nei giorni scorsi hanno dedicato all’argomento diversi articoli. Oggi dalle colonne de La Stampa, l’autorevole giornalista Massimo Gramellini ha dedicato il quotidiano editoriale “Buongiorno” presente in prima pagina, a Civitavecchia, definita nel titolo “CivitaNuova”. Gramellini paragona il sindaco Cozzolino ad uno stregone eccentrico di quelli dei villaggi della Savana, e mette a nudo il processo di selezione della classe dirigente del M5S, la trasparenza e la democrazia tanto invocata da Grillo.

L’editoriale integrale di Gramellini. Con un’iniziativa senza precedenti, se non forse in qualche villaggio della savana governato da uno stregone particolarmente eccentrico, il sindaco cinquestelle di Civitavecchia ha chiesto al prefetto di sospendere tutti, ma proprio tutti, i consiglieri d’opposizione, rei di avere bloccato l’assegnazione di un appalto dove le ditte in lizza erano un po’ pochine: una. Si spera che il prefetto non assecondi le smanie del primo cittadino. Nel caso lo facesse, Civitavecchia sperimenterebbe l’ebbrezza di un consiglio comunale nelle grinfie del partito unico, con un sindaco fuori controllo che parla a un’aula mezza vuota. Fosse venuto in mente a Renzi, il grillino Di Battista ci avrebbe imbastito sopra un monologo della durata di due tempi regolamentari più recupero sulla deriva della democrazia. Come era fin troppo prevedibile, il movimento di Grillo sta fallendo nella mancata selezione della classe dirigente. Se in Italia procedi con la pesca a strascico, non tiri su la Svezia, ma pur sempre l’Italia. Bisogna avere il coraggio di riconoscere che il governo dell’uomo qualunque è una boiata pazzesca. Che «uno vale uno» è una boiata pazzesca. Che eleggere il primo cazzone che ha cento amici su Facebook è una boiata pazzesca. Per fare politica ci vogliono persone che escano da una competizione dura dentro partiti strutturati. Ci vuole la Prima Repubblica, ma con una variante fondamentale, giustamente pretesa dai Cinquestelle: il limite dei due mandati, unico vero argine contro la corruzione. Mentre i partiti padronali e i movimenti di protesta sono solo un argine contro l’intelligenza.

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