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Il comitato contro l’inceneritore: “La battaglia sta dando i suoi frutti”

“I cittadini hanno sfidato il maltempo e hanno gridato forte il loro no all’inceneritore. Oggi è emerso un dato importante, del quale eravamo già convinti: la determinazione e l’unità dei cittadini stanno portando il Ministero della Difesa a fare un passo indietro sul progetto dell’ossidatore termico”. È quanto dichiara il comitato Cittadini Uniti contro l’inceneritore, poche ore dopo l’incontro di questa mattina al Centro Chimico di Santa Lucia, tra i cittadini, i sindaci, i rappresentanti istituzionali del territorio e il sottosegretario alla Difesa, Alfano.

Nessuna trattativa. “Gli impegni assunti all’interno della cabina di regia sono stati mantenuti – fa sapere il Comitato – la posizione espressa è stata una sola: nessuna trattativa. Ogni azione di dialogo con il Ministero sarà subordinata al ritiro di questo scellerato progetto che mina la salute dei cittadini di un territorio già ampiamente compromesso sotto l’aspetto ambientale”.

Piedi per terra. “Il sottosegretario ha parlato di un’idea, non di un progetto definito, rappresentando la possibilità di tornare sui suoi passi. Garantita, tra l’altro, massima disponibilità nel favorire i controlli dentro la caserma e sulle aree adiacenti. Questo non può che rincuorarci e motivarci di più, nella consapevolezza che l’incisiva lotta dei cittadini di questo territorio sta dando i suoi frutti. Rimaniamo però con i piedi per terra la nostra intenzione è quella di vigilare attentamente sui passi che saranno fatti in futuro. Senza i cittadini nessuno ha il diritto di decidere niente – affermano dal Comitato – e i cittadini si sono già espressi con un secco no all’inceneritore al Centro Chimico”.

Mobilitazione. Il comitato Cittadini Uniti contro l’Inceneritore in fine ringrazia tutti coloro che, nonostante le difficoltà hanno preso parte al sit-in di protesta a Santa Lucia: “La presenza all’esterno della caserma di amministratori comunali, ma soprattutto la presenza dei cittadini, ci induce ad alzare il tiro e a proseguire su un percorso che si sta rivelando quello giusto. Rimanendo uniti, stando tutti insieme, il Ministero della Difesa non potrà ignorare il nostro grido d’allarme. L’inceneritore al Centro Chimico non lo faranno”.

Convergenza. Sull’esito dell’incontro di questa mattina si è espressa anche la deputata del M5S Marta Grande. “La riunione che si è tenuta questa mattina presso il CETLI ha registrato una sostanziale convergenza da parte del CUCI, dei sindaci del comprensorio e dei rappresentanti istituzionali della zona volta a bloccare l’impianto”.

Passo indietro. “Si è preso atto che il governo, attraverso il Sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano, ha lasciato intendere un possibile cambio di programma per l’eventuale realizzazione della struttura rispetto a quanto affermato nel 2014 dal Ministero in risposta all’interrogazione della sottoscritta, dal momento che si è in attesa di ricevere i dati di uno studio commissionato sulla migliore tecnologia oggi esistente utile allo smaltimento dei residuati bellici. Data per scontata la vigilanza che continuerò ad esercitare nell’ambito istituzionale che mi compete – ha spiegato Marta Grande -, pur tuttavia sembra essersi aperto uno spiraglio concreto perché la costruzione dell’ossidatore possa essere realmente impedita. Alla luce di quanto appresso ci saranno infatti delle novità in merito nel mese di luglio quando il Ministero riceverà la documentazione in oggetto”.

Le contraddizioni del Governo. “Rimangono tuttavia delle perplessità in merito alla mancanza di trasparenza o di non corretta informazione alle popolazioni ed alle istituzioni locali fin qui adottata dal governo: è stato a più riprese affermato, infatti, che l’ossidatore termico rappresenta, allo stato dell’arte, la migliore soluzione tecnica oggi impiegabile eppure, al contempo, abbiamo appreso nella riunione odierna che la Difesa è in attesa di ricevere informazioni per l’individuazione delle tecniche più avanzate da usare per distruggere le armi chimiche. Possiamo considerare ciò una contraddizione in termini oppure una palese retromarcia? Auspichiamo pertanto che le risposte che ci aspettiamo di ricevere siano coincidenti con quanto richiesto dal CUCI, dai sindaci e dai parlamentari”.

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