fbpx

Il M5S attacca l’Enel: “Richiesta di passaggio in consiglio frutto di pressioni politiche”

Il Movimento 5 Stelle difende l’operato del sindaco Antonio Cozzolino e attacca l’Enel per una richiesta ritenuta politica e piena di incongruenze e strane coincidenze. Il problema per i grillini e che al governo della città non ci sia un esponente di Forza Italia o del PD, nei confronti dei quali in passato l’azienda elettrica si sia mostrata in un certo senso accondiscendente.

Contributo Enel. “L’anomalia più strana della lettera è la richiesta della restituzione dei 7 milioni presi dal comune dopo la firma dell’accordo qualora l’accordo non approdi in consiglio comunale. Molina sembra essersi completamente dimenticato dei 17 milioni che Enel ha dato senza alcun accordo all’amministrazione di Pietro Tidei. I soldi quando sono dati ad una amministrazione del Partito Democratico senza titolo giuridico vanno bene – afferma il M5S -, quando invece sono dati in rispetto ad un contratto sono oggetto di forti dubbi”.

Pressioni politiche. Per il M5S è evidente non ci sia nulla di tecnico in questa richiesta che è dovuta soltanto a pressioni politiche. “Subito dopo la stipula del preliminare c’è stata un’interrogazione parlamentare del senatore Astorre, notoriamente vicino all’ex sindaco Pietro Tidei (e indagato per truffa e peculato insieme a suoi colleghi ex consiglieri di regione), riguardo l’accordo appena stipulato da ENEL e il Comune. Inoltre è curioso che alcuni rappresentanti dell’opposizione sembravano conoscere questa richiesta prima che questa fosse arrivata”.

Accordi precedenti approvati in giunta. “Poi – aggiungono i grillini – ci sarebbe da chiedere a quale titolo l’ENEL richieda al Comune l’approvazione tramite consiglio comunale, mortificando la figura del segretario comunale e di tutto il comune stesso. Come se non bastasse tutti gli accordi precedenti del 2003, 2007 e 2008 sono stati ratificati in giunta; persino nel volantino elettorale di Pietro Tidei c’era scritto che l’accordo che lui avrebbe fatto sarebbe stato approvato in giunta. Molina ci sa spiegare cosa è cambiato adesso per richiedere l’approvazione del Consiglio Comunale che non è deputato alla modifica di questo genere di accordi? (art. 42 del TUEL) Dobbiamo forse pensare che la ragione è che il sindaco si chiama Antonio Cozzolino e non è né di Forza Italia né del PD? O peggio ancora che vogliono indurci a stipulare un atto nullo e che una volta impugnato sarebbe reso inefficace?”

Passo falso dell’Enel. “Immaginando che questo sia solo un passo falso, invitiamo Enel e i suoi rappresentanti a rimanere sorda alle sirene della politica e di ascoltare di più le necessità della città, sia in termini ambientali che lavorativi e a rapportarsi con l’amministrazione comunale nei termini di correttezza istituzionale che dovrebbero essere consoni ad una multinazionale senza fare più sgambetti dell’ultima ora. Da parte nostra troverà correttezza, ma anche tanta fermezza e non permetteremo alla polemica politica di riportare il Comune di Civitavecchia nel rapporto di sudditanza verso chi da troppi anni inquina il suo territorio”.

Richiamo all’opposizione. “Su quella parte politica che sta cercando di mandare all’aria l’accordo c’è poco da dire: è evidente anche ai più che coloro che sono stati sonoramente bocciati alle elezioni 2014 hanno l’unico interesse di tornare a sedere sulle poltrone del comando. Se per ottenere ciò dovranno sabotare il M5S e mandare la città nel disastro, questo non li impensierisce minimamente. La poltrona per loro viene prima di tutto”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *