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Il PD e Mecozzi chiedono la fine del commissariamento del centro Chenis

“La piccola comunità del Centro Anziani Chenis è tuttora commissariata malgrado siano venute meno tutte le ragioni”. Lo sostengono il Partito Democratico attraverso la segreteria e il gruppo consiliare, e il consigliere Mirko Mecozzi che chiedono al sindaco Cozzolino di indire subito nuove elezioni per eleggere il nuovo consiglio direttivo e una nuova presidenza.

Fabbrica di consensi. “La gestione straordinaria doveva servire a chiudere il bilancio 2014 e, dato che non si tratta di una multinazionale, quattro mesi dovrebbero essere stati sufficienti. Ma l’amministrazione a 5 stelle – aggiungono il PD e Mecozzi – non ha nessuna intenzione di “mollare” la presa consentendo ai circa 300 anziani iscritti di eleggere un nuovo presidente pienamente rappresentativo. Il disegno politico è chiaro: il centro anziani piò essere una lucrosa fabbrica di consensi. Meglio quindi che resti i mano amiche. A capo resta quindi una persona “di fiducia” nominata da Cozzolino che, guarda caso, è presidente anche di un altro centro anziani”.

Prima Repubblica. “Ci sono dunque i presupposti per una facile previsione. Di centro ne esiste infatti un terzo ed è facile immaginare che le mire espansionistiche di Cozzolino sugli anziani puntino a concentrare tutto in mani amiche, magari le stesse. E’ uno stile da “prima” repubblica che i grillini a parole dicono di aborrire, ma che di fatto mettono in pratica con sistematica lucidità senza curarsi del fatto che sotto la gestione straordinaria il centro non potrebbe svolgere una regolare attività visto che il compito della commissaria dovrebbe essere solo contabile”.

Centro politicizzato. “Sta di fatto che il Chenis vive un brutto periodo e la politicizzazione portata alle estreme conseguenze ha avvelenato l’aria: ha infatti acuito gli elementi di divisione e reso poco “respirabile” il clima che invece dovrebbe favorire il relax e far crescere le relazioni interpersonali e non certo le fazioni o i comportamenti emarginanti. Il condizionale è d’obbligo perché pare proprio che questo sia un “limite” di cui nessuno si cura”.

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