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Il PD si “spacca” sull’Autorità Portuale

L’Autorità Portuale continua ad agitare il Partito Democratico. Ieri sera la maggioranza della direzione del partito ha votato un documento che boccia la gestione dell’attuale presidente Pasqualino Monti e che va contro la sua riconferma alla guida di Molo Vespucci. Documento non condiviso però dalla parte del direttivo che fa capo all’ex candidato alla segreteria Valerio Mori.

No al Monti-bis. “Il Porto doveva costituire un volano per lo sviluppo dell’economica locale, dedito ad incrementare l’occupazione. Tutto il contrario di quello che si è verificato.  Gli stessi dati Istat parlano chiaramente – spiega il segretario Enrico Leopardo – e confermano la crescita esponenziale della disoccupazione civitavecchiese. Come se ciò non bastasse, anche la legalità sta venendo meno e ciò è messo in luce anche dalle sei prescrizioni del Mef, inviate anche all’anticorruzione, e questo il nostro circolo non può tollerarlo. La direzione di Civitavecchia con questo documento condivide e sostiene le azioni intraprese dai deputati e senatori Dem e da altri esponenti del Pd in seno alla Regione Lazio, dimostrando continuità di intenti. Tante le criticità evidenziate, per questo il Pd ritiene non proponibile l’attuale Presidenza, avvenuta ad opera del centrodestra, per una riconferma.
Alla luce di quanto sopra descritto, ci impegneremo a portare le nostre istanze a tutti i livelli del nostro partito, provinciale, regionale e nazionale”.

Frattura. Valerio Mori, Giuliana Satta, Luca Lupi, Patrizia Mangano, Manuel Magliani e Luca Medici sottolineano invece la mancata unanimità sull’approvazione del documento che ha avuto sei voti contrari e tre astensioni.

Assenza di dialogo. “Il documento – spiegano i sei membri del direttivo che hanno votato contro – contiene diverse inesattezze poiché fa riferimento a situazioni (Privilege Yard e Rtc) ereditate dalle precedenti gestioni, imputandone, pretestuosamente, le responsabilità all’attuale presidenza. La richiesta di attivare una campagna di ascolto senza posizioni pregiudiziali precostituite da più parti sollecitata e che è stata recentemente invocata anche da oltre cinquecento lavoratori portuali è caduta nel vuoto a discapito dei processi partecipativi e democratici che una forza di governo come il PD dovrebbe perseguire. Nella discussione inoltre, sono emerse ben tre orientamenti sintetizzati in tre diversi documenti che palesano una posizione non univoca e concorde sulla questione Porto”.

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