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Il Polo Democratico boccia l’amministrazione: “Il sindaco si deve dimettere”

Mirko Mecozzi e Fabio Angeloni bocciano l’amministrazione Cozzolino. Anche gli esponenti del Polo Demcoratico come il resto dell’opposizione, chiedono le dimissioni del sindaco Antonio Cozzolino per “manifesta incapacità”. Nel mirino la politica finanziaria di Palazzo del Pincio e il rischio dissesto non ancora scongiurato, ma che è anzi un’ipotesi tornata prepotentemente attuale visti gli sviluppi legati all’individuazione della Sgr per l’operazione legata al progetto di valorizzazione di Fiumaretta. Alla giunta a 5 Stelle il Polo Democratico contesta anche i ritardi nel salvataggio delle partecipate, la “macelleria fiscale”, con l’aumento delle tasse che non ha portato agli introiti previsti, e il riaccertamento dei residui e dei debiti fuori bilancio, sui quali c’è in atto una richiesta di chiarimenti da parte della Corte dei Conti.

Discarica e municipalizzate. “I ritardi sulla ristrutturazione HCS – ricorda Mirko Mecozzi – sono già costati almeno 5 milioni che potevano essere risparmiati. Invece il buco si è aggravato mentre si continuava a discutere il fantomatico piano industriale e a pagare tre stipendi da 150 mila euro al supermaneger protetto da Cozzolino. Ma la discarica scoppia e siamo a concreto rischio di emergenza rifiuti”.

Macelleria fiscale. “Come prevedibile, la macelleria fiscale non ha dato i frutti sperati – aggiunge Fabio Angeloni – perché le tasse aumentano ma gli introito calano. Oltre che con la Tasi, sta succedendo anche con l’Irpef malgrado il prelievo sia in busta paga. Ma non perché i civitavecchiesi siano evasori: nel vicino viterbese, il fenomeno dell’aumento dell’aliquota Irpef e della contemporanea diminuzione degli incassi imperversa: Tarquinia – 9,91% (Irpef da 0,6 a 0,8), Bagnoregio -61,86% (da 0,2 per mille a 0,4), Vallerano -13,65% (da 0,7 a 0,8). Da noi l’Irpef 2015 è quasi triplicata. Quindi molto difficilmente porterà più soldi nelle casse comunali anche l’anno prossimo”.

I dubbi della Corte dei Conti. “Se mandano il Comune in dissesto – prosegue Mecozzi – gli unici a conservare la poltrona (e lo stipendio) sono il sindaco, la giunta e i consiglieri. Per fortuna dovranno fare i “conti” con la Corte dei Conti secondo la quale qualcosa non quadra nel consuntivo del 2014 e nel bilancio di previsione 2015. Come ha fatto il 2014 a chiudere il 30 giugno con 700 mila euro di attivo quando, 15 giorni dopo, sono saltati fuori 30 milioni di debiti con la “ricognizione straordinaria? In questo modo i 30 milioni sono stati spalmati in trenta anni anziché in tre. La Corte dei Conti se ne è accorta e ha chiesto di spulciare uno per uno debiti e crediti cancellati. Ora, il punto è questo: era possibile iscriverli già nel consuntivo 2014 oppure no? Se è sì, addio bilancio 2014 e il giochetto può costare caro a Cozzolino”.

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