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Impiantistica, i dogmi e i raccapricci fuori posto

Il grido d’aiuto della Cv Skating sotto Palazzo del Pincio è soltanto l’ultima goccia nel mare di lamenti delle associazioni sportive sulle direzioni imboccate dall’amministrazione in tema di impiantistica.

Che la situazione sia complessa e in alcuni casi disperata è un fatto assodato. La “bacchetta magica”, espressione utilizzata a più riprese dal delegato allo sport Massimiliano Parla, in effetti non ce l’ha nessuno, la sensazione però è che l’approccio non sia in linea ne col momento storico, ne con le esigenze delle società e dei tanti atleti civitavecchiesi che desiderano soltanto conti anuare a divertirsi e a praticare la disciplina preferita. I dogmi legati alla necessità di fare a tutti i costi dei bandi di gara e la repulsione sugli affidamenti diretti o sulle gestioni pluriennali, mal si conciliano purtroppo con l’attualità cittadina. Tutti d’accordo infatti sulla volontà di mettere le associazioni nelle medesime condizioni di accedere alla gestione di un impianto. Laddove c’è l’effettiva possibilità però. Oggi in città è davvero difficile trovare un impianto che non abbia un difetto o che non necessiti di lavori strutturali. Se il Comune non ha i soldi da destinare alle sue strutture potrebbe essere interessante fare delle riflessioni alternative, che consentano alle associazioni di investire dei soldi con un ritorno concreto in prospettiva, magari attraverso quella gestione a lungo termine che tanto fa raccapriccio all’amministrazione comunale. Una gestione che permetta di ammortizzare i costi perchè il percorso che porta ai finanziamenti regionali o europei è abbastanza lungo e articolato e i soldi potrebbero arrivare quando non servono più, ovvero sia quando le società hanno già chiuso baracca e burattini. Nell’impiantistica sportiva, come nella vita, spesso e volentieri non è tutto bianco o tutto nero. La strada che porta alla via di mezzo, soprattutto nel nostro Paese, è quella che il più delle volte determina la sopravvivenza. Le associazioni per ora chiedono soltanto questo.

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 di Pierluigi Cascianelli

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