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L’acqua, i parchi, i dehors e la rigidità del Pincio

Il sole comincia a picchiare forte, il periodo è quello del mare, delle giornate e delle serate all’aperto. E chi vive in una città costiera in questo senso dovrebbe essere avvantaggiato. Dovrebbe, appunto. Perché il mare in effetti c’è, è lì a un passo. E gli spazi all’aria aperta non mancano. Il problema è che se si va al mare, al ritorno c’è necessità e desiderio di una bella doccia. E spesso non è possibile per carenza di materia prima. E quando si va a passare un po’ di tempo all’aria aperta, magari in uno dei parchi cittadini, o la sera sul lungomare, capita che passi la voglia.
Già, perché i rubinetti di diverse zone della città sono sovente a secco; la maggior parte dei parchi è infrequentabile per sporcizia e degrado; sul lungomare, in attesa che si risolva il problema dehors, se non si trova posto sotto gli ombrelloni, anche in queste serate calde quel po’ di umidità che penetra nelle ossa c’è sempre e non è piacevole. Ed ecco allora che i benefici delle persone che hanno la fortuna di abitare in una città di mare, si trasformano in fastidi, quando non in veri e propri disagi.
I problemi descritti sono annosi, certo, ma il rodaggio della giunta grillina può ormai definirsi ultimato. Cozzolino&soci governano da poco più di un anno e di soluzioni ai problemi, a essere generosi, ne hanno trovate poche. Anche per una certa rigidità amministrativa che non riescono a scrollarsi di dosso. La carenza d’acqua è sicuramente legata a fonti di approvvigionamento “volubili” (il Mignone e l’Oriolo in primis, ma anche Talete e la stessa Acea, come ha dimostrato l’ultimo guasto) e a una rete fatiscente, ma come aveva dimostrato l’estate 2013, quando i problemi idrici vennero ridotti al minimo, qualcosa di più si poteva fare. Soprattutto venendo dall’esperienza di un anno fa.
Caso ancor più eclatante di rigidità amministrativa, quello dei parchi. L’unico godibile davvero, perché dato in gestione, è quello dell’Uliveto. Parco della Resistenza e Spigarelli di San Gordiano sono di fatto off limits perché in condizioni di grande degrado e privi di qualunque servizio. Sia per l’acqua che per i parchi, il Pincio, che ha scelto di rifiutare qualunque dialogo con l’Enel, aspetta però che a togliere le castagne dal fuoco, sia proprio la Spa elettrica attraverso la realizzazione delle opere di compensazione cui il ministero dell’Ambiente deve dare il via libera. Ben che vada, se ne parlerà a settembre. E pur accelerando al massimo le gare, bisognerà essere fortunati per vedere qualche intervento ultimato per la prossima estate. Era proprio impossibile metterci mano prima, anche con soluzioni tampone? In particolare per i parchi, non si poteva prevedere una pulizia straordinaria e poi ordinaria per la bella stagione? E sarebbe stato così contrario ai principi grillini affidarli per tre mesi a qualche cooperativa od Onlus, consentendo loro magari di “appoggiare” un chiosco per vendere bibite e gelati? Non solo, ma l’amministrazione ha già detto che anche dopo i lavori, i parchi non verranno dati in gestione. Scelta che, considerando il valore che a queste latitudini si dà al bene pubblico, è quantomeno discutibile. Non fa sorgere qualche dubbio ai governanti locali che le strutture nelle migliori condizioni (Parco Uliveto, nello sport il campo di rugby Moretti-Della Marta) siano quelle custodite?
E poi la questione kafkiana dei dehors. D’accordo le maledette pastoie burocratiche di questo Paese, ma proprio non si poteva approntare un mini-regolamento per consentire ai commercianti con spazi all’aperto di affrontare questa estate con un minimo di organizzazione in più, risultando più attrattivi per i loro clienti? Difficile crederlo, se non appunto tornando a quella rigidità amministrativa che i Cinque Stelle si portano dietro.
Attenzione, legalità e trasparenza nella gestione della cosa pubblica, specie in questa Italia del malaffare costante, sono valori assoluti, insostituibili. Ma uno sforzo di fantasia, all’interno delle regole esistenti, era auspicabile e probabilmente possibile. L’estate è solo all’inizio, con un pizzico di buona volontà in più e di rigidità in meno, forse si può ancora rimediare.
Plinio il Vecchio

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