fbpx

Lega spaccata: il consiglio comunale va in bianco

Ricomincia con settembre il tran tran della politica e all’aula Pucci c’è subito il caso. Mancando quattro consiglieri della Lega (dei salviniani era presente, oltre al sindaco e all’assessore Pietroni, solo il consigliere D’Amico) le opposizioni hanno fatto mancare il numero legale e quindi la seduta di consiglio comunale prevista per oggi è stata interrotta, senza produrre alcuna delibera.

Per giunta gran parte di essa non è stata neanche visibile a causa di problemi al servizio streaming, che ormai si susseguono, senza molte proteste in quanto a seguirle sono un pugno di cittadini. Ma quando la diretta è ripresa, si è assistito subito a una specie di ring.

Molto forte l’attacco di Fabiana Attig, di Fratelli d’Italia-La Svolta, nei confronti della Lega: “Oggi Pasquale Marino doveva discutere una importante mozione, ma non c’è. Ciò ci lascia perplessi, c’è anche la ratifica di un assestamento di bilancio: ma non era stata l’assessore leghista Di Paolo a fare una lavata di testa all’opposizione perché non votava questi provvedimenti?”. La capogruppo della Svolta-Lista Grasso ha quindi continuato parlando di “pantomima” e di “maggioranza che sta sempre alla ricerca di nuovi incarichi, nuove deleghe e di nuove poltrone”, con evidente riferimento alla scelta dei consiglieri della Lega di non intervenire alla seduta di oggi.

Tesi rafforzata ulteriormente dalle parole del consigliere Giancarlo Frascarelli: “Quando facevo l’esempio del trespolo con l’assessore Di Paolo dicevo proprio che quando si cacciano dei consiglieri o assessori validi come Grasso e la Galizia, poi il ramo spezzato non si ripara più. E io da sindaco mi sarei dimesso davanti alle assenze di oggi dei consiglieri della Lega”. Tesi che il consigliere del gruppo misto (di maggioranza) Daniele Perello ha cercato di confutare: “Noi abbiamo qui le giustificazioni dei consiglieri che hanno annunciato la loro assenza motivandola con ragioni personali o di lavoro. Se i consiglieri di opposizione sono al corrente di scambi di poltrona o altro dovuto alla politica, fatecelo sapere perché noi non ne siamo al corrente. Se poi l’opposizione vuole votare le ratifiche all’ordine del giorno e le proprie mozioni, lo faccia, altrimenti si fa mancare il numero legale”.

E quello, appunto, è stato l’epilogo. C’è da credere che ciò comporterà tutta una serie di urla e di strepiti classici della politica politicante davanti ai quali, probabilmente, a mancare sarà il numero legale di chi è disposto a sentirli…