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Leopardo a Cozzolino: “I 5 stelle sono i primi a insultare”

Il segretario del Partito Democratico Enrico Leopardo non ci sta e replica al sindaco Antonio Cozzolino che nel giustificare la sua assenza al dibattito politico organizzato dalla Festa dell’Unità aveva parlato di un linguaggio troppo colorito, utilizzato da alcuni esponenti del Pd nei suoi confronti durante i Consigli Comunali. Per Leopardo però i primi ad utilizzare parole sopra le righe sono proprio i pentastellati: “E’ paradossale che il seguace di un leader come Beppe Grillo – afferma Leopardo – che ha fatto dell’estremismo verbale la sua icona rimanga turbato dagl appellativi del consigliere Tidei durante le sedute in Aula Pucci non menzionando il dileggio a cui viene sottoposto lo stesso Tidei durante i suoi interventi”.

Ecco l’intervento integrale di Leopardo:

Parole grosse. “Ancora più incredibile è che Cozzolino accusi di violenza il PD dimenticando la violenza verbale e fisica di cui si rendono colpevoli gli esponenti del M5S in Parlamento per non parlare dell’acrimonia che caratterizza gli interventi ed i comportamenti dei consiglieri del M5S e dello stesso Sindaco in Consiglio Comunale e fuori”.

Hcs. “Per quanto riguarda le società partecipate, abbia Cozzolino il pudore di riconoscere che non è certo il PD a fare terrorismo ma, piuttosto, la sua amministrazione che, causa la sua incompetenza ormai evidente a tutti, ha determinato una diffusa incertezza sul futuro delle società. a distanza di più di un anno dal suo insediamento, questa amministrazione è riuscita solo a distruggere quanto fatto per tutelarle e senza proporre nessuna alternativa”.

Commissione bilancio. “Stupisce, poi, l’evidente ipocrisia di Cozzolino, sempre pronto a trincerarsi dietro il rispetto delle regole, quando critica chi, come il consigliere Piendibene, chiede che venga dichiarata deserta una commissione non essendosi svolta secondo quanto stabilito dal regolamento”.

Invito declinato. “Ma noi, caro Cozzolino, siamo diversi da Lei e glielo dimostreremo. La Sua presunzione di rappresentare un’alternativa alla “vecchia politica “ è pari solo alla sua incapacità che ha messo in ginocchio la città. Al peggio, caro Sindaco, non c’è mai fine e Lei ne è la prova più tangibile e la sua amministrazione, lungi dal portare, aria nuova ha reso l’aria della nostra città irrespirabile. Non accettando il nostro invito ad un dibattito sulla nostra città Lei ha manifestato di non averne a cuore gli interessi ma, soprattutto, ha reso evidente a tutti la sua paura, derivante dalla sua scarsa preparazione, di confrontarsi al di fuori della cerchia dei suoi pasdaran”.

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