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Licenziarono il dirigente Nunzi, la Corte dei Conti li condanna per danno erariale

La vicenda parte da lontano, nel lontano 2006, quando il vecchio cda procedette a licenziare l’ingegner Mauro Nunzi. Il Giudice del Lavoro, a cui si appellò l’ex dirigente, affermò che il licenziamento era illegittimo e viziato da motivi personali, e condannò l’Ater al pagamento di 424.334,62 euro come risarcimento per il mancato preavviso e il danno causato al professionista. Oggi la Corte dei Conti, aggiunge qualcosa di più, e afferma che quei soldi, concessi sulla base di un provvedimento illegittimo hanno causato un danno erariale e quindi, gli interessati, dovranno risarcire l’ente.

La sentenza della Corte dei Conti.  I magistrati della sezione giurisdizionale della Corte dei Corti, hanno ripercorso l’intera vicenda rintracciando vizi e illegittimità.
” Nel cda si sviluppa, fino a consolidarsi, l’idea del licenziamento del Nunzi – si legge nel documento – E’ un’idea, forse favorita dal carattere poco conciliante dello stesso Nunzi, che è già viva nei componenti del cda e che nasce dalla transazione onerosa sottoscritta l’anno precedente per un importo di € 600.000,00 (soldi che ‘ente ha dovuto versare al professionista per incarichi ricoperti ma mai regolarmente retribuiti, ndr) – e la diatriba fra l’Arena ed il Nunzi sembra offrire il movente per la sua attuazione. Ma è una determinazione inopportuna e dannosa, perché viziata da insofferenze personali. E illegittime le modalità con le quali è condotta, così come definita dal Tribunale Civile di Civitavecchia con la sentenza n. 828/2012 (cfr., in particolare, pagg. 8-18 della motivazione), che sottolinea la inadeguatezza, genericità e tardività delle contestazioni mosse al Nunzi che hanno portato ad un recesso “privo di giusta causa e di giustificatezza”.

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