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Mafia Capitale, indagati anche Bacheca e Paliotta

Importanti sviluppi sul filone locale dell’inchiesta “Mafia Capitale”. Sono in totale 16 gli indagati dalla Procura di Civitavecchia, che ha notificato l’avviso di prolungamento delle indagini preliminari a diversi sindaci ed amministratori del comprensorio, in seguito alle novità emerse dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza. In particolare sono finiti nel registro degli indagati i sindaci di Ladispoli e Santa Marinella Crescenzo Paliotta e Roberto Bacheca, l’allora primo cittadino di Tolfa Alessandro Battilocchio, l’assessore ai servizi sociali della Perla del Tirreno Rosanna Cucciniello e l’assessore ai lavori pubblici di Ladispoli Marco Pierini. Per gli amministratori il reato ipotizzato è quello di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio.

Fiducia nella magistratura. Paliotta e Pierini nel confermare la notizia hanno espresso massima fiducia nella magistratura. “Mi è stata comunicata la prosecuzione delle indagini riguardanti, a quanto posso presumere, i contenuti del documento inviato alla Procura e pubblicato da alcuni siti ad ottobre scorso. Su quanto affermato in quel documento – ha spiegato Paliotta – ho già dato le mie valutazioni e le mie risposte nella sede pubblica del Consiglio Comunale. Attendo, con la massima fiducia nella Magistratura, di essere ascoltato su vicende e su contestazioni che, allo stato attuale, non conosco”. “Sulla vicenda – ha aggiunto Pierini – ho già dichiarato, tra l’altro, che il mio comportamento è stato corretto e consono sia sotto il profilo morale che legale. Ribadendo la totale fiducia nell’operato della Magistratura, rimango in attesa di essere ascoltato su fatti e contestazioni che allo stato attuale neanche il sottoscritto conosce”.

Vicenda già chiarita. “Torno a ribadire di aver chiarito tutta questa vicenda già in precedenza durante un Consiglio Comunale di alcuni mesi orsono, nel quale ho esposto i fatti e le vicende che mi vengono contestati in modo chiaro e sereno. Non ho mai fatto pressione alcuna e a chicchessia, né ho chiesto favori o ricevuto alcuna promessa – ha chiarito Bacheca -. Peraltro, come ho già avuto modo di specificare, si tratta di un affidamento regolarizzato attraverso un bando ad evidenza pubblica dal costo totale di 15mila euro, relativo a borse lavoro presso il Comune di Santa Marinella, cittadini evidentemente svantaggiati dal punto di vista economico ai quali è stata data un’opportunità di reinserimento sociale. L’unica cosa che mi dispiace, è il fatto che persone a me care debbano vivere sulla loro pelle, a scapito della salute, situazioni di cui sono del tutto estranee e da cui non hanno trattato alcun vantaggio, come del resto nessuno di noi ovviamente. Sono a disposizione degli inquirenti, ed auspico di essere ascoltato quanto prima in modo che le indagini possano concludersi con celerità e che possa dimostrare ai magistrati, dei quali nutro rispetto per il lavoro che svolgono, la mia completa e assoluta estraneità ai fatti”.

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