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Manuedda: “L’Enel cerca di aggirare le prescrizioni Aia”

Il Comune ha inviato lo scorso venerdì i pareri relativi ai due studi di fattibilità presentati da Enel in ottemperanza alle prescrizioni dell’AIA per l’installazione di un “sistema di abbattimento delle emissioni di CO (Monossido di carbonio)” e “per soddisfare le necessità di riscaldamento invernale e/o di acqua calda per uso igienico-sanitario e per effettuare una verifica sulla possibilità tecnica dell’impianto e la presenza di un’adeguata utenza termica circostante, al fine di convertire l’impianto limitato alla sola produzione di energia elettrica e/o termica in impianti di cogenerazione e trigenerazione”.

No ai progetti. “I due studi – spiega l’assessore all’ambiente Alessandro Manuedda – sono stati presentati più di un anno fa e l’Enel, con un candore decisamente inappropriato rispetto al carbone sporco, ha dichiarato in entrambi i casi la sostanziale impossibilità, causa difficoltà progettuali e/o manutentive superabili solo con elevati costi, di realizzare i progetti richiesti e, nel contempo, facendo riferimento alla bozza delle nuove linee guida per le Migliori tecnologie disponibili che, come già detto in altra occasione, in quanto bozza non hanno alcun valore normativo, di ritenersi in linea con le migliori tecniche disponibili per quanto riguarda le emissioni di monossido di carbonio”.

Prescrizioni non ottemperate. “L’Amministrazione è di parere assolutamente contrario. Per quanto riguarda il riutilizzo del calore abbiamo rappresentato che la prescrizione deve ritenersi non ottemperata. Per il monossido di carbonio, con la dichiarazione dell’impossibilità tecnica di effettuare l’abbattimento al camino, è emersa la patetica ipocrisia della prescrizione a suo tempo inserita nell’AIA. Abbiamo colto l’occasione per ricordare al Ministero che la mancata applicazione delle Migliori Tecniche Disponibili per le emissioni di monossido costituisce un’esplicita violazione del Codice dell’ambiente, della quale l’autorità competente dovrebbe prendere atto disponendo il riesame dell’autorizzazione”.

Riesame Aia. “La mancata ottemperanza delle prescrizioni imposte nell’AIA al fine conseguire obiettivi di qualità ambientale e il mancato rispetto delle migliori tecnologie disponibili non rappresenta, come si tende a far apparire, un tedioso cavillare burocratico, quanto piuttosto l’appesantimento del carico inquinante sul territorio e, conseguentemente, sulla salute dei cittadini, fatto del quale l’Amministrazione non può non tenere conto. Solo facendo riferimento al monossido di carbonio basterebbe ricordare che l’Agenzia Europea per l’Ambiente, sulla base di numerosi studi di altissimo livello, ha evidenziato che l’esposizione outdoor anche a bassi livelli di ossido di carbonio provoca un aumento di diverse gravi patologie. Per cui è evidente che la mancata ottemperanza a tali prescrizioni non potrà essere archiviata come una semplice pratica conclusa, ma costituirà ulteriore argomentazione per la richiesta di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale”.

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