fbpx

Manuedda: “Nessuno scenario apocalittico con rifiuti in mezzo alle strade”

“Non sono possibili scenari apocalittici con immondizia in mezzo alle strade, a meno che non si voglia credere che la Regione non riesca a individuare un sito in grado di accogliere 40 tonnellate al giorno di rifiuto trattato. Io non ci credo perché non credo che la Regione possa cedere alla pressione dello sciacallaggio politico causando un danno all’intera cittadinanza di Civitavecchia”. Lo dichiara l’assessore all’ambiente Alessandro Manuedda che fornisce una serie di precisazioni sulla discarica dopo le polemiche degli ultimi giorni sollevate anche in consiglio comunale dai consiglieri di opposizione. L’esponente della giunta sottolinea che nei prossimi giorni sarà quantificata l’esatta autonomia residua della discarica di Fosso Crepacuore 3 e dovrà essere individuata, con pronunciamento della Regione, la discarica alternativa.

No della Mad al nuovo lotto. La prima precisazione è sull’emergenza rifiuti invocata dalla minoranza. “Si potrebbe verificare solo nel caso in cui la Regione Lazio non fosse in grado di indicare al Comune una discarica alternativa e che la discarica di Civitavecchia è prossima all’esaurimento unicamente perché la società proprietaria del sito, la MAD srl, si è rifiutata di procedere a alla costruzione del nuovo lotto già autorizzato nel 2010 a causa dei debiti accumulati da HCS nei suoi confronti in massima parte sotto le precedenti amministrazioni. Inoltre va evidenziato – aggiunge Manuedda – che ad esito del sopralluogo e della riunione tecnica disposti nelle scorse settimane dalla Regione, non sono emersi elementi tali da rilevare un maggiore conferimento di rifiuti nell’invaso attualmente in esercizio, ovvero Fosso Crepacuore 3, quello, per intenderci, che l’attuale amministrazione ha utilizzato attraverso HCS fin dal suo insediamento, avvenuto un anno e mezzo fa”.

Verifiche sui conferimenti dal 2008 al 2013. “Allo stesso tempo, la Regione Lazio dovrà valutare i dati dei rilievi effettuati sull’invaso di Fosso Crepacuore 2, in esercizio dal 2008 al gennaio 2013, amministrazioni Moscherini e Tidei, verificando il conferimento di rifiuti superiore a quanto autorizzato in quel periodo. Se in relazione a ciò si dovessero ravvisare ipotesi di reato, è evidente che queste sarebbero in capo agli amministratori del periodo in questione”.

I progetti congelati di Tidei. L’assessore Manuedda replica anche all’ex sindaco Tidei che ieri aveva accusato la giunta Cozzolino di aver “congelato” i progetti presentati dall’amministrazione precedente. “E’ l caso di ricordare che il progetto è in realtà della MAD srl che ne avrebbe tratto importanti vantaggi economici. Non risulta dagli elaborati alcuna ipotesi di gestione da parte di HCS, ammesso che tale eventualità possa considerarsi legittima. In ogni caso, questa amministrazione non lo ha “congelato”, ma ha espresso un doveroso parere contrario in sede di Valutazione d’Impatto Ambientale, in quanto l’impianto di trattamento, o meglio di “strizzatura”, rifiuti collocato a bocca discarica, era di dimensioni palesemente eccessive (60.000 t/a e, addirittura, 70.000 t/a nella versione che tanto piaceva all’ex sindaco Tidei) e proponeva una tecnologia non in linea con la normativa vigente e con le necessarie misure di prevenzione dell’inquinamento. Il fatto che il progetto, che oggi il consigliere Tidei si rivendica, sia rimasto ad ammuffire negli uffici della Regione Lazio dimostra che probabilmente le nostre osservazioni non erano tanto infondate. Nel suo complesso, una gestione sciatta e dissennata che proviene, come al solito, dal passato e che stiamo facendo di tutto per ricondurre alla normalità”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *