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Marietta Tidei: “Sul Cara la città andava coinvolta”

“Sul Cara la città andava coinvolta fin dall’inizio e nella massima chiarezza, sia sugli aspetti legati alla sicurezza che sugli aspetti umanitari e gestionali dell’intera operazione di accoglienza”. E’ la considerazione della deputata del Partito Democratico Marietta Tidei che si aspettava sulla vicenda, che avrà un forte impatto sulla città, un approccio e un modo di comunicazione diverso da parte dell’amministrazione Cozzolino.

Dialogo con il Prefetto. “La vicenda del Cara per 298 migranti meriterebbe di essere affrontata con responsabilità e, soprattutto, umanità. L’aspetto più imbarazzante di questa vicenda – afferma Marietta Tidei – è costituito dal fatto che il vicesindaco Lucernoni parli di un obbligo al quale non ci si poteva opporre: ai 5 Stelle dovrebbe venire in mente, forse, che con un prefetto si dialoga e si cerca di mediare, non c’è la si può cavare dicendo che siccome siamo obbligati chiederemo qualche metro di marciapiede e qualche lampione in più”.

Confronto con la città. “L’arrivo dei migranti è noto all’Amministrazione da più di un anno e ritengo assurdo che in un anno, al di là di un Consiglio comunale aperto al quale non hanno neanche partecipato tutti i rappresentanti coinvolti nell’accoglienza, non si sia trovato un momento di confronto ampio con la città che riguardasse tutti gli aspetti della questione. Sicurezza, viabilità, modalità di accoglienza, problemi idrici, aspetti sanitari. Sono da sempre favorevole ad accogliere chi ha bisogno e lo sono anche in questa occasione. Sarò tra quelli che andrà a dare il benvenuto ai migranti e mi preoccupano alcuni toni che ho sentito da esponenti di vari comitati, ma proprio perché l’accoglienza deve essere la migliore possibile mi sarei aspettata un’operazione culturale e comunicativa da parte dell’Amministrazione di ben altra levatura”.

Responsabilità e umanità. “Non basta di certo dire “Ce lo impone il Prefetto”. Va spiegato che è evidente che siamo di fronte ad un fenomeno, quello delle migrazioni forzate, di portata epocale, destinato a durare nel tempo e di fronte al quale ognuno di noi è chiamato ad un’assunzione di responsabilità piena e convinta. Non ci si può commuovere di fronte alle immagini di un bambino annegato e voltarsi dall’altra parte quando chi fugge da guerre e miseria riesce a giungere salvo sulle nostre coste e chiede aiuto. La nostra è una città di porto aperta a diverse culture che in passato ha saputo dimostrare grande generosità. Mi ha colpito la gara di solidarietà che si è aperta proprio in questi giorni sulla questione del nuoto per i ragazzi diversamente abili. Spero che anche in questa occasione la città e le istituzioni, aldilà del colore politico, dimostrino responsabilità e umanità”.

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