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Mecozzi: “Sono stato io a trovare i 500mila euro per salvare l’idrico, non Cozzolino”

Mecozzi indica la via e Cozzolino si prende tutti i meriti. Si può sintetizzare così l’intervento del consigliere di minoranza che accusa il sindaco di essersi appropriato e fatto passare per una propria idea, la proposta del Polo Democratico di destinare 500mila euro, prelevati da un mutuo relativo al secondo lotto di lavori per l’arredo urbano, per gli interventi sulla rete idrica. Proposta indicata da Mecozzi in commissione bilancio a seguito dalla mancanza di fondi da destinare alla rete idrica, nel piano triennale delle opere approvato dalla Giunta.

Plagio. “Ma bravo Cozzolino. Adesso siamo al plagio. Annuncia di aver reperito 500 mila euro per intervenire sulla rete idrica, ma durante la commissione Bilancio fui io ad indicare dove trovare i 500 mila euro. Una mancanza che gridava vendetta – spiega Mecozzi -. Potevo lasciare che il provvedimento arrivasse in Consiglio comunale come lo avevano ‘partorito’ le menti di 5 Stelle e, in quella sede, non risparmiare loro l’ennesima figuraccia. Ho preferito indicare una soluzione seria e praticabile come risulta dai verbali della commissione. Peccato che il giorno dopo ecco Sindaco ed Assessore presentarsi di fronte alle telecamere a decantare la ‘loro idea’.

Nessuna manutenzione. “Complimenti furbetti! Prendersi meriti altrui quando la città è in sofferenza da mesi sull’acqua è davvero bassa-politica. Finora quello che Cozzolino e i cinque-stelle non hanno saputo fare è anzitutto mantenere efficiente la rete idrica interna (io trovai a inizio mandato 120 perdite tutte riparate). Ma non hanno saputo: programmare i lavori di ripulitura del bacino di Monte Auggiano, potenziare l’Oriolo che anzi oggi è ridotto ad un contagocce, finanziare la bretella di collegamento tra i serbatoi di Aurelia e via Montanucci, rimborsare l’acqua per i continui disservizi di S. Liborio e di Aurelia. In compenso fanno piovere bollette che più nessuno è in grado di pagare e “rubacchiano” le idee degli altri per rivendersele in televisione”.

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