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Messa in mora, Moscherini e Taormina: “Una bolla di sapone”

“Finirà nella classica bolla di sapone”. L’avvocato Carlo Taormina commenta così la richiesta di mossa in mora inviata dalla segreteria generale del Pincio a 25 tra ex amministratori, dirigenti e revisori dei conti, in merito alla presunta illegittima quantificazione del fondo per lo sviluppo delle risorse umane e per la produttività del personale per gli anni 2008, 2009 e 2010, evidenziata dalla relazione del Mef sull’ispezione amministrativa-contabile del Comune.

Orgoglioso delle accuse. “Non ci siamo intascati nulla. Ai lavoratori non abbiamo fatto regali ma sono stati dati dei soldi su criteri di merito, dopo esserci confrontati anche con i sindacati. Sinceramente di queste accuse ne vado orgoglioso”, ha spiegato invece l’ex sindaco Gianni Moscherini che ha rispedito al mittente la richiesta di restituzione di parte del fondo versato ai dipendenti formulata dal Pincio.

Nessuna restituzione da parte dei lavoratori. L’avvocato Taormina è entrato nel merito giuridico della vicenda che sarà seguita da un amministrativista . “La prescrizione non è il punto cruciale della questione, che ruota invece sulla legittimità o meno del fondo del salario accessorio, sulla cui costituzione si è già espressa senza particolari rilievi anche la Corte dei Conti. Ho analizzato le carte e non vedo problemi nel caso in questione. Inoltre per il principio della buona fede i lavoratori non saranno chiamati a restituire i soldi”.

Trasparenza. Alla conferenza stampa ha partecipato anche l’ex assessore al bilancio Gian Piero De Angelis. “Il 24 dicembre sono andato a chiedere spiegazioni direttamente alla segreteria generale del Comune ma non ho trovato nessun documento. Questa è la tanto sbandierata trasparenza dell’amministrazione Cozzolino. Abbiamo appreso la notizia dalla stampa ma ancora non sappiamo da cosa ci dobbiamo difendere”.

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