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Monti: “Due ex sindaci indagati per associazione di stampo mafioso”

“Ipotesi di associazione di stampo mafioso per due ex sindaci e un cinese” è un passaggio di un’informativa della Guardia Forestale inviata alla Procura della Repubblica che è stata letta nell’ultimo comitato portuale dal commissario dell’Authority Pasqualino Monti. L’informativa riguarda l’indagine sulla fornitura della pietra per la realizzazione di alcune opere all’interno dello scalo. Il fascicolo è nelle mani del pubblico ministero Lorenzo Del Giudice che ora dovrà valutare se dar seguito o meno all’accusa ed iscrivere i due ex sindaci e il cinese nel registro degli indagati.

Le reazioni. La rivelazione di Monti ha però subito scatenato la dura reazione di Pietro Tidei che si è sentito chiamato in causa. L’ex sindaco ha ribadito di non essere indagato ed ha a sua volta accusato il commissario di Molo Vespucci di aver gettato fango sugli altri per coprire i suoi problemi giudiziari.

La replica di Tidei. “Non c’entro nulla e non sono indagato nelle vicende raccontate da Monti, tanto che per le stesse, la stessa Direzione Distrettuale Antimafia ha ritenuto che non risultano elementi che possono integrare notizie di reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Ribadisco: io, a differenza del dott. Monti, non sono indagato” ha chiarito Tidei.

Solo calunnie. “E’ del tutto evidente che il Commissario, alle prese, lui si, con diverse vicende giudiziarie, stia cercando di distogliere l’attenzione dai suoi tanti guai. Semplicemente calunniosa la tesi dell’associazione con Moscherini che ho combattuto per 20 anni, che, per sua stessa ammissione, ha contribuito insieme a Monti alla mia caduta e contro il quale sono parte in diversi procedimenti giudiziali. A differenza mia – prosegue Tidei -, l’attuale Commissario ha avuto fino a poco tempo fa tanti benefici dalla relazione con Moscherini: dall’assunzione senza concorso a dirigente dell’Autorita’ portuale, alla nomina ad Assessore al Bilancio del Comune di Civitavecchia, alla nomina a Presidente dell’Autorita’ portuale”.

Pronto a denunciare Monti. “Non mi interessano i motivi della fine del loro idillio ma il Commissario eviti di tirarmi in ballo. Denuncerò presso le sedi competenti il comportamento del Commissario che in una sede istituzionale, quale quella del Comitato portuale, legge una relazione che cita vicende per le quali, ribadisco, non sono indagato e che sicuramente non sono materia di competenza del Comitato Portuale”.

La controreplica del commissario. Non si è fatta attendere la controreplica di Monti, arrivata nel primo pomeriggio. “Aspetto con ansia la denuncia dell’on. Pietro Tidei nei miei confronti. Quanto ho dichiarato durante l’ultima seduta del Comitato Portuale, ed il perché l’ho dichiarato in quella sede, è stato registrato ed è agli atti del Comitato”.

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