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Morte sospetta al pronto soccorso del San Paolo

Sono state aperte due indagini per fare chiarezza sulla morte di una donna di 83 anni avvenuta al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo il pomeriggio dello scorso 24 dicembre. La famiglia dell’anziana si è rivolta alla magistratura perchè sospetta che la donna si morta al pronto soccorso senza che nessuno del personale medico e paramedico se ne accorgesse. La Asl Roma F ha deciso a sua volta di aprire un’indagine interna sull’accaduto ma ha fornito un’altra versione dei fatti che contrasta con il racconto dei familiari dell’anziana deceduta.

La ricostruzione della Asl. Dalle prime informazioni raccolte dalla direzione sanitaria che la paziente era arrivata il  24 dicembre alle ore 12.55 al Pronto Soccorso, dove veniva registrata e dove le veniva attribuito un codice giallo; il triage terminava alle 12.58 e subito dopo veniva portata in sala visite. “Alle 13.11 – afferma la Asl Roma F – veniva aperta la cartella e visitata dal medico di turno per riferite palpitazioni. Veniva registrata come paziente affetta da varie patologie, con pregressi accessi e ricoveri in Pronto Soccorso per analoga sintomatologia. La paziente veniva sottoposta agli accertamenti del caso ovvero elettrocardiogramma; esami ematochimici completi , monitoraggio in continuo  dal medico di turno che effettuava anche la terapia necessaria e richiedeva  una radiografia del torace. Alle 13.50, terminata la terapia, veniva trasferita in Radiologia dove alle 14.22 eseguiva l’esame radiologico, ed intorno alle 14.55 rientrava in Pronto Soccorso e sistemata nella stanza grande dei Codici Verdi, dove erano in servizio alcuni infermieri, impegnati nelle cure igieniche e nella rilevazione dei parametri ai pazienti presenti. Un’ infermiera, che conosce personalmente i familiari, chiedeva se poteva farli entrare per far vedere loro la paziente ed a quel punto, alle 15.05 circa, ci si rendeva conto della criticità della donna. Il fatto deve essere stato repentino perché la paziente era appena rientrata dopo aver fatto l’esame radiografico, senza alcuna segnalazione da parte dei medici e/o operatori della Radiologia. Il Medico in servizio al Pronto Soccorso si accingeva quindi alla rivalutazione e prestava immediatamente le cure del caso trasferendola in sala Codici Rossi, iniziando le manovre di Rianimazione,  e facendo arrivare i medici rianimatori, peraltro prontamente intervenuti. Purtroppo nonostante tutto si è dovuto constatare il decesso della paziente che fino al quel momento comunque non aveva mostrato un quadro di emergenza. Le informazioni raccolte escluderebbero quindi che la paziente non sia stata assistita, o peggio, sia stata lasciata sola, in quanto risulta sia entrata all’interno del Pronto Soccorso intorno alle 13.11, e li abbia stazionato per circa 30 minuti nella fase iniziale, viva, monitorizzata, sottoposta ad ECG e prelievi, quindi inviata in Radiologia dove ha eseguito gli accertamenti alle 14.22 , rimanendovi per circa 30 minuti, ed ha fatto subito dopo rientro in Pronto Soccorso, intorno alle 14.55 circa,  dove solo successivamente, e repentinamente, sarebbero accaduti i fatti. Parrebbe inoltre che nessun infermiere abbia mai comunicato ai familiari che la paziente sarebbe potuta rientrare a casa la sera stessa,  anche perché tra l’altro la paziente proveniva da una R.S.A. presso la quale  era ospitata. Il Direttore Generale dott. Quintavalle, nel rivolgere alla famiglia le più sentite condoglianze, attende con fiducia  l’esito delle indagini della Magistratura, affinché si arrivi ad una chiarezza completa su una circostanza cosi triste”.

Le condoglianze del sindaco. Alla famiglia dell’anziana deceduta al pronto soccorso del San Paolo sono arrivate anche le condoglianze del sindaco Antonio Cozzolino. “La vicenda dimostra come, nonostante molto sia stato fatto per migliorare la condizione del nosocomio cittadino, ancora molta strada resti da percorrere. Come primo cittadino – afferma Cozzolino – sono vicino al dolore della famiglia e mi unisco alle condoglianze del dott. Quintavalle nella certezza che la Asl e la magistratura chiariranno nel dettaglio le circostanze di questo triste episodio; posso affermare che resterò in contatto costante con la direzione aziendale perchè venga fatta la massima chiarezza possibile”.

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