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Nel piano del Comune c’è la messa in liquidazione di Civitavecchia Infrastrutture

Il sindaco Antonio Cozzolino ha approvato le linee di sviluppo del piano operativo di razionalizzazione delle municipalizzate varato dall’amministrazione comunale, che dovrà essere portato a termine entro il 31 dicembre 2015. La novità più rilevante è rappresentata dalla messa in liquidazione anche di Civitavecchia Infrastrutture, con il conferimento dei rami di azienda di cui stessa è titolare nella NewCo in modo da ricondurre assetti organizzativi e funzionali della Società nel nuovo modulo gestorio, in funzione dell’accorpamento delle partecipazioni detenute dal Comune e del contenimento dei costi.

Hcs e sot. Tra le linee guida generali del piano, pubblicate sul sito del comune (clicca qui per leggerle), c’è la presentazione di domande di concordato al Tribunale di Civitavecchia per la ristrutturazione dell’ingente stock debitorio pregresso; la costituzione di una Newco (con un nuovo piano industriale in equilibrio per singolo servizio) che prenderebbe dapprima in affitto i rami di azienda di HCS e SOT per poi procedere successivamente ad un loro acquisto nel rispetto della normativa vigente e dei diritti dei terzi, per la razionalizzazione dell’assetto delle partecipate. I liquidatori dovranno ora individuare quali rami inserire nell’operazione di affitto, i nuovi servizi da affidare a NewCo anche in funzione di sostenere la economicità e la efficienza della gestione, e la definizione del Piano Industriale della NewCo in regime di equilibrio economico finanziario;

Accordo sindacale. Il buon esito del progetto è condizionato al raggiungimento di un accordo sindacale che consenta, attraverso gli strumenti lavoristici concertati con i sindacati stessi (possibilmente privilegiando rimodulazione dei livelli, part time ecc), una riduzione consistente del costo del lavoro, con un risparmio complessivo stimato tra 1.300.000 e un 1.800.000 euro l’anno.

Per Ippocrate invece, in ragione della misura del debito e della qualità degli asset detenuti dalla società (in special modo le farmacie), è allo studio un piano che consenta la riconduzione “in bonis” della società al di fuori di procedure concorsuali, eventualmente mediante ricapitalizzazione da parte del Socio.

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