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Patto di non belligeranza nel Pd. Resta il nodo primarie

Pace fatta nel Pd? Sembra proprio così. Lunedì sera nella direzione che si è svolta nella sede in via Friuli le varie componenti si sono riunite per parlare del futuro del partito. L’ordine di scuderia è chiaro, evitare polemiche e scontri in vista delle elezioni comunali del 2019, ma anche e soprattutto per abbassare i decibel della tensione, ora che a livello nazionale si sta giocando una partita importante, con l’elezione del segretario nazionale. A questo proposito il Pd è pronto all’ennesima metamorfosi, da “turborenziano” (in larga parte) a “zingarettiano” convinto. Il sostegno al presidente della Regione Lazio è trasversale fra le aree, eccezion fatta per Claudia Feuli, il segretario dei Giovani democratici che ha invece scelto il cavallo di Matteo Righetti. Blindato anche il segretario Germano Ferri. Da decidere se a scegliere il candidato sindaco saranno le primarie oppure no. I tideiani non le vorrebbero, e spingono per un profilo della società civile, fra i nomi sul tavolo anche quelli del generale Paolo Poletti, della direttrice della Caritas Stefania Milioni, del medico Carlo Tarantino e del commercialista Marco Manovelli. Le componenti di Valentino Carluccio e Fabrizio Barbaranelli invece la pensano diversamente. Ma se dovessero profilarsi davvero le primarie c’è già un candidato pronto, il consigliere comunale Marco Piendibene che lavora ad un accordo con gli ex Sel.