fbpx

Prescrizioni Via, Cozzolino e Manuedda ribattono a Mazzola: “Straparla di cose che non conosce”

“Rimango allibito dalle parole del Sindaco di Tarquinia, nonchè presidente della Provincia di Viterbo, Mauro Mazzola, che forse troppo impegnato con la sua attività lavorativa presso la cooperativa “Mille e una Notte” non riesce ad informarsi bene su queste vicende”. Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Antonio Cozzolino e dell’assessore all’ambiente Alessandro Manuedda sulla questione legata alle Prescrizioni Via.
Replica piccata. “Il Sindaco Mazzola ignora che la Valutazione Impatto Ambientale (VIA) è del 2003 e non del 2008. affermano Cozzolino  -.  Il Sindaco ignora le differenze fra l’accordo quadro del 2008 e le prescrizioni VIA del 2003 e ignora anche quali siano le prescrizioni che saranno sostituite. Inoltre mi chiedo: dove era il Sindaco Mazzola quando il mio predecessore e suo collega di partito proponeva di monetizzare le prescrizioni VIA in cambio di 10 milioni di euro? Dove era quando il sucitato chiedeva la modifica delle prescrizioni VIA sostituendo ad opere irrealizzabili altre altrettanto irrealizzabili?”
Conclusioni. “Il Sindaco Mazzola invece di straparlare di un argomento che è evidente che non conosce, farebbe bene a studiarsi le normative perchè è decisamente grave che un Sindaco non abbia idea delle differenze che ci sono fra prescrizioni VIA e accordo quadro: un po’ di sano studio gli eviterebbe queste clamorose figuracce”.
Manuedda. Al sindaco di Tarqunia Mazzola risponde anche l’assessore all’ambiente Alessandro Manuedda: “Particolarmente grave e imbarazzante è il fatto che il Sindaco Mazzola parli anche in qualità di presidente della Provincia di Viterbo. Non ricorda, o finge di non ricordare, il Sindaco Mazzola che la Provincia di Viterbo proprio per rimarcare la propria contrarietà alla riconversione a carbone della centrale di TVN non sottoscrisse l’accordo quadro del 2008, al contrario dei sindaci firmatari, tra cui proprio lui, che in quella tristissima occasione per il territorio si arrogarono il diritto di rimangiarsi la contrarietà al carbone in faccia ai cittadini da loro amministrati in cambio della prospettiva di chiudere accordi economici che portarono svariati milioni di euro nei bilanci dei rispettivi Comuni”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *