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Primarie Pd, la vittoria di Renzi non riporta la pace nel contesto locale

Renzi si è confermato anche a Civitavecchia, pure se con margini diversi rispetto al dato nazionale. Si è registrato anche l’exploit di Orlando, al 34% e ben al di sopra del dato complessivo.

Momenti di tensione. Ma i fari sono puntati su quello che è successo alla palestra Guglielmotti, sede del seggio civitavecchiese. Sguardi in cagnesco, parole grosse e polemiche fra esponenti renziani e non. La deputata Marietta Tidei, eletta in assemblea nazionale, commenta il risultato e prova a ricucire gli strappi: “Un’affermazione netta, come si evince dai consensi raccolti, che deve portare adesso a guardare avanti, lasciandoci alle spalle le cattiverie, i personalismi,  le bassezze, le bugie sui posizionamenti. L’odio, i volantini anonimi e la personalizzazione non pagano mai. Per costruire una coalizione, un progetto, non basta avere un nemico comune. Il tutti contro uno può servire a distruggere, ma non serve di certo a costruire qualcosa di nuovo e di positivo”. Ecco invece il commento di una parte dell’area Orlando, quella rappresentata da Piero Alessi, Paola Angeloni, Fabrizio Barbaranelli, Dario Bertolo, Rita Busato, Massimo Castellucci. Stefano Cervarelli, Claudio Galiani, Nicola Porro, Eraldo Riccobello, Marcello Rocchetti, Benedetto Salerni.

Commenti. “La partecipazione, pur inferiore alle precedenti competizioni, è stata certamente significativa e, diversamente da quanto da molti auspicato, rappresenta un segnale di vitalità di un partito che costituisce un asse fondamentale per la tenuta democratica e civile del nostro paese. Ma le difficoltà del momento non sono né superate né cancellate dal risultato delle primarie. Dopo il negativo risultato del 4 dicembre al referendum sulle riforme istituzionali, questa espressione di rinnovata fiducia deve produrre una importante svolta rispetto al passato in direzione di un maggiore ascolto degli iscritti, degli elettori, dei cittadini tutti. E’ necessario inoltre confrontarsi con le diverse realtà politiche e sociali del nostro paese, sulle idee, sui programmi, superando la lunga fase della incomunicabilità e delle lacerazioni. Il Partito democratico deve essere un partito plurale, unito nella diversità dei contributi e delle idee. Troppe divisioni, troppe lacerazioni, stanno indebolendo il fronte riformatore. Per quanto riguarda Civitavecchia non c’è dubbio che il dato elettorale, pur confermando il successo di Renzi, consegna ad Orlando un risultato di gran lunga superiore alla media nazionale. Osservando inoltre i dati del seggio degli iscritti dove Orlando sfiora il 40% a fronte del 14% del mese di marzo quando il nostro gruppo non partecipò al voto, i motivi di soddisfazione crescono. Questo dato è sicuramente il frutto di molti fattori che non possono tuttavia diventare oggetto di nuove sterili polemiche non utili né al partito né alla città, e non deve essere piegato a un suo uso strumentale, per finalità che nulla hanno a che vedere con le primarie.

Prospettiva alleanze. “Le tante ragioni che possono spiegarlo non possono diventare un ulteriore fattore divisivo. Nel momento in cui si decide di effettuare primarie aperte (modalità peraltro assai discutibile), si conoscono i rischi e si decide anche di volerli correre. Consultazioni di tale natura hanno in sé il pericolo delle contaminazioni e delle manipolazioni. Tuttavia esse non oscurano né alterano la sostanza di un dato che dovrebbe invece farci meglio riflettere sulla realtà cittadina, sugli orientamenti della cittadinanza, sui suoi bisogni, sulle concrete possibilità di stabilire alleanze per dare alla città un governo capace di affrontarne i bisogni. Noi che siamo stati tra i sostenitori della candidatura di Orlando siamo pronti al confronto su questi temi. E’ infatti sui programmi e sulle alleanze che deve ora spostarsi l’attenzione”.